Ecco come funzionerà la pubblicità su WhatsApp

di Redazione | 05/10/2018

pubblicità Whatsapp

La pubblicità sta per impossessarsi di WhatsApp. Ormai il conto alla rovescia è iniziato per la grande rivoluzione del servizio di messaggistica istantanea gratuito, ormai principale mezzo di comunicazione tra i possessori di smartphone. Nel primo trimestre del 2019 partirà la sperimentazione, che ha già fatto abbondantemente discutere e che ha ricevuto anche qualche critica.

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Pubblicità WhatsApp nelle stories, la posizione di Facebook

A spiegarne il funzionamento è stato Luca Colombo, che è il Country Director di Facebook Italia, dopo il suo intervento all’EY Digital Summit. «Al momento – ha affermato – sarà limitata alle stories e non farà parte delle chat personali e private». Facebook, che possiede sia WhatsApp sia Instagram, sta provando a rendere appetibile WhatsApp anche per le aziende ed è in questa ottica che si può leggere l’operazione di inserimento di messaggi pubblicitari.

Tuttavia, per evitare un passaggio traumatico per i fruitori del servizio, al momento la pubblicità non verrà inserita nelle chat, ma soltanto nello spazio che il servizio di messaggistica istantanea dedica alla Stories. Tutto sommato, per ora, si tratta di un compromesso piuttosto accettabile. Del resto, viste anche le dichiarazioni prudenti di Luca Colombo, lo sbarco della pubblicità sulle chat sembra comunque inevitabile.

Pubblicità WhatsApp: cosa succederà quando invaderanno le chat?

L’obiettivo di Facebook sarà quello di rendere gli spot meno invasivi possibile, cercando di evitare l’effetto spamming e di cercare di limitare le notifiche all’invio di sms o di mail. Ma quando la pubblicità entrerà anche nelle chat di WhatsApp, c’è da scommetterci, le polemiche non mancheranno. E saranno in tanti ad abbandonare questo sistema di messaggistica per altri meno invasivi.

Sono tanti i servizi alternativi, infatti, che non consentono l’inserimento di messaggi pubblicitari. Si pensi, ad esempio, a Telegram, Viber, Line, Threema e Free Message. Ma non è da escludere che altre start up, intercettando magari il mercato degli eventuali delusi di WhatsApp con le pubblicità, potrebbero in futuro nascere per ovviare al problema di una conversazione privata farcita di video o banner fastidiosi.

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