La corte di Cassazione ribalta la sentenza: «Ezio Mauro diffamò Antonio Ricci»

di Gaia Mellone | 28/09/2018

Una storia lunga 12 anni. Solo ieri però, come fa sapere Striscia la Notizia in una nota, la Corte di Cassazione ha annullato «la sentenza di secondo grado che aveva assolto Ezio Mauro, all’epoca direttore del quotidiano La Repubblica, dall’accusa di diffamazione aggravata ai suoi danni, rinviando la causa al giudice civile».

Successe tutto durante il 46esimo festival di Sanremo. Pippo Baudo mostrò dal palco dell’Ariston un manifesto funebre che annunciava la sua morte. «È un brutto scherzo di cattivo gusto che mi ha tirato una tv concorrente» commentò il conduttore Rai, e il giorno dopo sulle pagine di Repubblica venne avanzata l’ipotesi che si trattava dio Mediaset. In particolare il quotidiano attribuiva ad 
Antonio Ricci e a Striscia la notizia la “burla”. Immediatamente Ricci querelò Ezio Mauro per diffamazione aggravata.

L’allora direttore de La Repubblica venne però assolto con sentenza di secondo grado, ma ieri la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza. «È stata fatta così giustizia delle irricevibili e contraddittorie argomentazioni giuridiche con cui la Corte d’Appello di Roma (stravolgendo inopinatamente la sentenza di primo grado) aveva assolto il direttore di Repubblica» si legge nella nota diffusa da Striscia la notizia – pur riconoscendo la mendacità e l’offensività di una didascalia in cui si attribuiva a Ricci la responsabilità nella stampa di falsi annunci mortuari di Pippo Baudo». Ora la causa è stata rinviata al giudice civile per decidere sul risarcimento.

(credits immagine:  DI MEO – PERI /ANSA /JI)