In Italia scioperano i medici: «Uno o più giorni di agitazione»

di Redazione | 27/09/2018

medici sciopero

Una o più giornate di sciopero, manifestazioni e sit-in. I medici italiani incrociano le braccia e proclamano lo stato di agitazione. «La situazione è preoccupante e ci ha portato a interrompere le trattative al tavolo per il rinnovo del contratto. Proclamiamo lo stato di agitazione, verranno individuate giornate di sciopero, che potrebbero essere più di una, a ottobre», annuncia il segretario dell’Anaao Assomed Carlo Palermo, durante la conferenza stampa delle organizzazioni sindacali dei medici del Servizio Sanitario Nazionale.

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MEDICI SCIOPERO: IN ITALIA NON CI SARANNO ABBASTANZA MEDICI, QUELLI DI OGGI SONO SFRUTTATI

Cosa sta succedendo? In Italia c’è carenza di medici di base e scarseggiano le risorse per il rinnovo del contratto di lavoro. Nei prossimi 5 anni usciranno dal nostro sistema sanitario per raggiunti limiti pensionistici o scelte verso il privato, almeno 40/45 mila medici specialisti, tra medici dipendenti del SSN, universitari e ambulatoriali. Se almeno 52 mila studenti potrebbero raggiungere il diploma di laurea in Medicina e Chirurgia la capacità di formazione specialistica post-laurea scende a circa 31 mila unità, con contratti di formazione nel quinquennio. Troppo pochi. Ad agosto,  lo Smi, Sindacato Medici Italiani, ha chiesto di stabilizzare i medici precari. L’Anaao-Assomed, il maggiore sindacato della dirigenza medica, ha chiesto un aumento di posti nelle scuole di specialità di almeno 2000 unità, possibilità di assunzione dei medici in formazione nell’ultimo anno di scuola con contratto a tempo determinato da trasformare in tempo indeterminato all’acquisizione del titolo, con funzioni adeguate al livello di competenze e autonomie e tutoraggio garantito dal direttore della struttura di destinazione. Hanno fatto alcuni incontri con il Ministero della sanità ma sembra che le proposte fatte, mentre si discute della manovra in aula, siano ancora solo sulla carta.

«I numeri del disagio non riguardano solo il contratto: aumento delle guardie, fuga dagli ospedali, ferie non godute, straordinario non retribuito»,  spiega Palermo. «Le retribuzioni dei medici e dirigenti sanitari hanno perso il 10% del potere d’acquisto negli ultimi 10 anni», ha aggiunto.

(foto Ansa)