Cosa rimane oggi della riviera romagnola: quelli di Maurizio Zanfanti erano altri tempi

di Redazione | 26/09/2018

La notizia della morte di Maurizio Zanfanti, in qualche modo, è stato l’argomento della giornata. Lo storico playboy della riviera romagnola è scomparso nella notte tra il 25 e il 26 agosto, stroncato da un malore, mentre era in compagnia di una ragazza di 23 anni. Storico animatore del locale Blow Up sulla costa riminese, è stato uno dei simboli della località balneare più gettonata d’Italia negli anni Sessanta e Settanta.

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Zanfanti riviera romagnola, cosa resta di quei tempi?

Un personaggio estremamente famoso per le sue conquiste, tanto da convincere anche la Bild – il più importante quotidiano tedesco – a fargli un’intervista per i suoi sessant’anni, nel 2015. E poi le leggende metropolitane, le storie delle sue conquiste estive, il fatto di essere riuscito ad avere circa 200 donne nell’arco di una sola stagione balneare. Il tutto a ritmo di musica, tra le luci psichedeliche della riviera ai tempi del boom economico, quando era polo di attrazione vero per tutta Europa.

Ora, a distanza di anni, cosa resta di quella riviera romagnola che era l’habitat naturale di Maurizio Zanfanti, conosciuto da tutti con il suo nomignolo Zanza? Qualche tempo fa, un bel documentario firmato da Alice Martinelli e prodotto da Michele Santoro, Tipi da spiaggia, ha provato a far luce sulla «dolce vita» dei nuovi vacanzieri della riviera, tra bagnini improbabili e la lotta perenne tra le vecchie e le nuove generazioni.

Il documentario di Alice Martinelli e Michele Santoro sulla riviera romagnola

Il ritratto, assolutamente riuscito, segna un punto a favore dei bei ricordi di un tempo: una volta era più semplice incontrarsi, stabilire un contatto umano, vivere delle esperienze in maniera più leggera. Oggi, ai tempi dei social network e della crisi economica diventa tutto più difficile. Ecco perché, forse, Maurizio Zanfanti aveva deciso di ritirarsi a vita privata. O quasi.