La bufala del video della donna bruciata viva dall’Isis perché indossava top e pantaloncino

di Enzo Boldi | 26/09/2018

Bufala video Isis

Su Twitter sta girando molto, con quasi 4mila visualizzazioni, 200 retweet e altrettanti «mi piace» in poco più di due ore, un video molto cruento che mostra una vera e propria esecuzione di una donna arsa viva in piazza. La didascalia che accompagna il tweet parla di una punizione estrema fatta dall’Isis nei confronti di una ragazza, rea di indossare un top e un pantaloncino. Ma non è così.

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Le immagini sono molto forti e fanno rabbrividire per la loro crudezza. E per questo, qualsiasi sia il motivo del folle gesto, vanno condannate, ma non si può fare propaganda xenofoba e anti-islam attribuendo quel bruttissimo fatto di cronaca a una punizione religiosa. Il video, infatti, non c’entra nulla con il Medio Oriente e l’Isis, ma fa riferimento a un fatto di cronaca avvenuto il 22 maggio del 2015 in Guatemala.

Bufala video Isis: non c’entra l’Islam, le immagini vengono dal Guatemala

Come riporta un articolo del Daily Mail dell’epoca, una sedicenne venne picchiata, pugnalata e poi data alla fiamme mentre ancora si trovava a terra quasi esanime in un villaggio di Rio Bravo, a oltre 120 chilometri dalla capitale Città di Guatemala. La giovane ha subito questa esecuzione pubblica perché colpevole di aver partecipato – insieme ad altri  due uomini – all’omicidio di un tassista 68enne. La folle «giustizia fai da te» è stata fatta in piazza, mentre una trentina di persone assistono compiaciuti a questa tragedia.

Bufala video Isis, nessuna esecuzione islamica

Il video, molto probabilmente, è stato anche ripreso dalla propaganda Isis che – si sa – cattura da internet tutto ciò che può utilizzare come spot per le proprie battaglie. In sottofondo, infatti, si sente una sorta di voce narrante che in arabo scandisce i tempi e i modi dell’esecuzione della ragazza. A un ascolto attento, però, si percepisce come l’audio che accompagna il racconto sia una sorta di voice-over registrato in post produzione. Quindi, non si tratta di una punizione islamica per una donna colpevole di indossare un top e un pantaloncino, ma di una folle esecuzione in piazza avvenuta in Guatemala oltre tre anni fa. Gesto deplorevole, cruento e senza senso, ma non attribuibile all’Isis e all’Islam.

(foto di copertina: estratto da video condiviso su Twitter)

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