«Mi hanno accusato di esser stato a letto con la figlia del mister del Manchester United e hanno reso la mia vita un inferno»

di Gianmichele Laino | 20/09/2018

Wilfried Zaha

Anche il tempio degli dei del calcio si può trasformare in quello che è stato definito letteralmente un inferno. Wilfried Zaha è un calciatore del Crystal Palace che ha avuto il suo primo contratto da professionista con il Manchester United. Un trasferimento oneroso per l’allora 19enne (10 milioni di sterline) e la promessa di un brillante avvenire davanti. Invece, proprio nulla è andato come si aspettava.

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Wilfried Zaha, un’esperienza al limite del mobbing al Manchester United

Zaha è stato l’ultimo acquisto di Sir Alex Ferguson. Dopodiché, lo storico manager dei Red Devils è andato in pensione, lanciando la panchina al suo successore David Moyes. Proprio con lui sono iniziati i problemi, dal momento che il calciatore ha racimolato soltanto due presenze da subentrato con la maglia della squadra britannica: «Mi accusavano di andare a letto con la figlia di Moyes e che questo era il motivo per cui non giocavo. Ero distante da tutti, non mi avevano dato nemmeno una macchina come ce l’avevano tutti i miei compagni di squadra. Ero davvero depresso, ma pensavo: se non mi rafforza questo, non potrà rafforzarmi nient’altro».

Insomma, dopo il cambio di squadra e l’approdo al Crystal Palace, Wilfried Zaha è diventato completamente un’altra persona. Ha contribuito attivamente alla salvezza di una delle squadre meno forti del calcio inglese e alla conseguente permanenza (che frutta fior di sterline) in Premier League. Poi, è arrivata anche la scelta della nazionale: nelle giovanili, Zaha aveva collezionato due presenze con l’Inghilterra, ma alla fine ha scelto la Costa D’Avorio.

Wilfried Zaha al Manchester United era depresso

«Non mi pento di questa scelta – ha detto il calciatore -, anzi loro mi apprezzano e mi trattano già da beniamino. Ho provato a giocare con l’Inghilterra perché, alla fine, vivo in questo Paese da quando avevo 4 anni, ma la Costa d’Avorio, alla fine, si rivelerà la scelta giusta».

Di quel periodo al Manchester United, però, non vuole più sentire parlare: «Quando ero allo United avevo i soldi, ma ero molto depresso. La gente pensa che la tua vita sia diversa perché hai soldi, hai fama, quindi non ti trattano allo stesso modo: però è stato davvero un inferno».

(Credit Image: © Emil Langvad/Bildbyran via ZUMA Press)