La risposta non risposta di Bonafede sul congelamento dell’indagine sul padre di Di Battista

di Enzo Boldi | 20/09/2018

Bonafede

Alfonso Bonafede ha voluto rispondere a chi, questa mattina, lo ha accusato di aver congelato l’inchiesta sul padre di Alessandro Di Battista. In un video pubblicato sul suo profilo Facebook, il ministro della Giustizia ha provato a spiegare racchiudendo il tutto dietro la voce «Una fake news messa in giro dal PD». Nei tre minuti di diretta social dall’aeroporto, però, non è stato detto praticamente nulla, sottolineando solo come si stia parlando del padre di un suo caro amico, che non gli chiederebbe mai di fare una cosa simile. Il tutto brandendo orgogliosamente un biglietto aereo Alitalia, seguendo la moda del momento, in direzione Trani.

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«Quelli del Pd ritengono che siccome stiamo parlando del padre di un esponente M5S – afferma Alfonso Bonafede nella sua arringa difensiva dall’aeroporto di Fiumicino -, io starei bloccando le procedure. Semplicemente voglio chiarire che non è vero, non lo farei mai». Niente prove concrete per smentire le notizie diffuse questa mattina, ma solo la sua parola contro chi lo ha accusato.

Bonafede e l’amico fraterno Di Battista a cui non farebbe un favore

«Di Battista me lo chiederebbe mai – prosegue nel suo video su Facebook il ministro della Giustizia -. Voglio tranquillizzare gli esponenti del Pd che hanno lanciato l’ennesima fake news: non essendoci più loro al governo, ora non ci sono più privilegi». In realtà, come afferma lo stesso Bonafede nel perorare la propria causa, «Ci sono alcuni reati, come quello di vilipendio per i quali la legge prevede che ci sia un’autorizzazione a procedere da parte del ministro della Giustizia». Che sì, è proprio lui.

Bonafede e l’inutilità di mostrare il suo biglietto Alitalia

Alla fine del suo video su Facebook, Bonafede ha ostentato il suo biglietto del volo di linea Alitalia da Fiumicino a Trani – dove si tiene un congresso dei giovani avvocati – con ritorno con un volo Ryanair: «Avrei diritto a un volo di Stato, ma non ci penso per niente».

(foto di copertina: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)