E se fosse semplicemente per la bellezza delle canzoni scelte? | VIDEO

di Gianmichele Laino | 14/09/2018

Al momento, le selezioni di X Factor 12 ci hanno lasciato due cose. La polemica per l’esclusione di Asia Argento e due video virali che hanno conquistato le colonnine di destra dei siti di notizie e le bacheche degli account social. Concentriamoci sull’ultimo aspetto: le esibizioni di Elena Piacenti e Camilla Musso. La prima, con il suo ukulele, ha interpretato Io che amo solo te di Sergio Endrigo.

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X Factor 12, l’esibizione di Elena Piacenti

X Factor 12, l’esibizione di Camilla Musso

La seconda, oltre a presentarsi con metà capelli in grigio e l’altra metà in nero, ha entusiasmato i giudici e il pubblico con i suoi graffi su La sera dei miracoli di Lucio Dalla.

L’analogia è molto forte: per due puntate consecutive, la produzione ha proposto due ragazze acqua e sapone – appena maggiorenne la prima, minorenne la seconda – che hanno commosso con le loro esibizioni su successi cantautoriali datati. In tutte e due le circostanze, quattro sì, standing ovation del pubblico presente e lacrime dei giudici, come se piovesse.

Le ragazze sono brave e hanno talento. Ma, in entrambi i casi, è stata la reazione di Mara Maionchi, Asia Argento, Fedez e Manuel Agnelli a rendere le loro esibizioni davvero speciali e «notiziabili» da parte dei giornali. E qui arriviamo al punto.

X Factor 12, la riflessione sulle esibizioni di Elena Piacenti e Camilla Musso

Siamo talmente disabituati ad ascoltare belle canzoni, che quando ci vengono riproposte quelle di una volta ci sciogliamo letteralmente. Se l’interpretazione merita, poi, corriamo davvero il rischio di andare in loop e di non smettere di riascoltarle. Il flusso di coscienza (nobilitiamolo chiamandolo così) della musica trap, la ripetizione ritmica degli scioglilingua rap e il pop-reggaeton che cannibalizza le hit estive ci hanno fatto perdere il contatto con la nostra storia cantautoriale.

Bastano Sergio Endrigo e Lucio Dalla, con un sound più moderno e adatto all’orecchio del nuovo mercato, a sovvertire gli equilibri del gradimento medio. Perché abbiamo sempre più rari esempi di mix tra la parola poetica e la giusta melodia. La prima si affaccia in alcuni prodotti del vivaio dei parolieri, ma rischia di essere banalizzata da stili musicali sempre uguali a se stessi. La seconda rende vano il sacrificio delle parole: purché un ritornello sia orecchiabile, lo si riempie con frasi fatte e rime cuore-amore.

Se uno dei compiti di X Factor è quello di non farci perdere il contatto con le nostre radici, allora, ben venga. Chiudiamo gli occhi e facciamoci trasportare da Io che amo solo te e da La sera dei miracoli. Con la consapevolezza, però, che è proprio il loro essere Io che amo solo te La sera dei miracoli a renderle speciali.