Il «pof pof» di Adriano Panatta è diventato virale | VIDEO

di Enzo Boldi | 14/09/2018

Adriano Panatta

Forse i più «anziani» se lo ricorderanno per i suoi smash, i dritti lungo linea e le volée smorzate di rovescio, ma ora i più giovani lo ri-conoscono per il «pof pof». Negli ultimi giorni Adriano Panatta è diventato uno degli idoli di internet grazie alla sua breve apparizione nel film di Zerocalcare «La profezia dell’armadillo», presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia . Un breve cammeo, meno di due minuti, in cui l’ex tennista risponde a un giovane che all’aeroporto stava sottoponendo un questionario.

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Un Adriano Panatta nel ruolo di… Adriano Panatta. «Ma ti rendi conto? Passi la vita a giocare a tennis e poi un giorno ti svegli e sei diventato come l’influenza d’inverno: virale…», racconta al Corriere della Sera l’ex campione di tennis.

Ad essere diventato virale, oltre alle sue insospettabili doti di attore consumato, è quel «pof pof» che accompagna il suo cammeo. Un suono onomatopeico che dovrebbe riportare alla mente del giovane che parla con Panatta, le gesta del vincitore del Roland Garros del 1976, ma che – in realtà – non smuove alcun ricordo. Simbolo di una generazione che si è dimenticata della propria storia.

Adriano Panatta e il «pof pof» virale

«Il tennis è una musica che i tennisti di questa generazione, nati con le racchette di carbonio in mano, non hanno mai sentito – spiega Panatta –  Cosa vuoi che ne sappiano del pof pof, dell’ammorbidire il dritto, di un bel servizio in slice a uscire seguito a rete da una soffice volée, della poesia del tennis giocato con le racchette di legno?». L’ex tennista, vincitore anche della Coppa Davis nel 1976, non voleva partecipare al film, ma poi il produttore e amico Domenico Procacci lo ha convinto, spiegando il progetto che c’è dietro questa pellicola.

Adriano Panatta e il dolore per le condizioni di Roma

Nella sua intervista al Corriere della Sera, Adriano Panatta ha anche parlato della situazione di Roma, la sua città: «Prima le buche, poi i cinghiali, adesso pure i serpenti in pieno centro. Vedere la mia città ridotta così è un dolore. È vero che è difficilissima da governare: solo il Tuscolano è grande come Firenze, cento comuni, una provincia sconfinata.Però non credevo si potesse cadere così in basso».

(foto di copertina da «La profezia dell’armadillo». Video da canale youtube ScreenweekTv)