Scrivono post razzisti e violenti su Fb: condannati a leggere e informarsi

di Gaia Mellone | 13/09/2018

post razzisti facebook

Niente social per sei mesi: è la decisione presa dall’Ufficio esecuzioni penali esterne di Venezia per quattro italiani che avevano scritto post razzisti su Facebook. I post mostravano grande ferocia verso i migranti: «Ne ospitiamo uno in ogni casa e li laviamo con la benzina e poi li asciughiamo col lanciafiamme e tutto è risolto». Ora per un po’ non potranno più fare i “leoni da tastiera”, ma per loro è già stato pensato un altro passatempo: dovranno leggere e guardare film che sensibilizzino sul tema delle migrazioni.

Sei mesi senza Facebook, la pena per i veneti

L’inusuale castigo ha colpito Giuseppe Barresi, 34 anni, nato a Motta di Livenza, Rudy Rosan, 34 anni, residente a Portogruaro e Gabriele Marian, 56 anni e residente a Concordia Sagittaria. I 3 erano stati processati insieme a Roberto Spadotto, 45 anni e residente a Portogruaro, per aver violato la legge Mancino, che sanziona gesti legati all’ideologia nazifascista allo scopo di incitare alla violenza, con l’aggravante della discriminazione razziale. Incriminanti i post pubblicati a luglio sulla pagina Facebook “Sei di Portogruaro se”.

Libri, film e riflessioni sul tema dell’immigrazione

L’Uepe ha previsto per loro un programma che potrebbe essere definito di “riabilitazione”: oltre a dover pagare 200 euro come risarcimento danni e dovranno svolgere lavori di pubblica utilità. La novità sta però nell’impedimento di usare Facebook e nell’obbligo di leggere libri o guardare film sul tema delle immigrazioni, per promuovere un cambiamento del loro punto di vista e impedire che scrivano ancora frasi come «gente sporca, devono morire, se trovo uno di loro gli verso dell’acido di batterie così capiscono che non li vogliamo». Le uniche cose che dovranno scrivere, e presentare, daranno delle riflessioni sul tema.

Il processo per tutti e 4 è stato sospeso. Se il 14 maggio 2019, quando verranno riconvocati in aula, l’Uepe certificherà che le attività sono state tutte svolte e che i quattro si sono ravveduti, la loro vicenda giudiziaria potrà considerarsi conclusa. Sperando che non siano recidivi.

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(credits immagine: CC0 Creative Commons Pixabay)