Un 14enne muore asfissiato partecipando a una sfida lanciata sul web

di Enzo Boldi | 13/09/2018

Blackout game

Un ragazzo di 14enne è morto per asfissia lo scorso 6 settembre a Milano. All’inizio si pensava a un suicidio, ma le ipotesi degli inquirenti, rilanciate anche dai genitori del giovane, sono ancor più inquietanti. La vittima avrebbe partecipato a una sfida sul web – il blackout game – che prevede l’auto-soffocamento fino a qualche istante prima di svenire. I carabinieri avrebbero trovato sul pc del 14enne un video online visto più volte che mostra come partecipare a questo «gioco» fatale.

LEGGI ANCHE > Adescava ragazze minorenni su Whatsapp e Instagram per farsi mandare foto e video hard: arrestato

Igor Maj, questo è il nome della giovane vittima, era un giovane con la passione per il calcio e per le arrampicate. Era soprannominato il Ragno Biondo per i suoi capelli e per la sua abilità. La passione per il climbing gli è stata trasferita dal padre e proprio una delle corde che solitamente si utilizzano per fare le scalate ha tolto la vita del ragazzo. Il tutto nel giro di 10 minuti, nella cameretta di casa sua, vicino a viale Corsica. Per la disperazione dei suoi genitori e di tutti gli amici. L’ipotesi del blackout game è al vaglio degli inquirenti, che in queste ore stanno analizzando le pagine web visitate dal giovane.

Cos’è il blackout game, la sfida che ha portato alla morte di Igor Maj

Il blackout game è un’assurda sfida lanciata da alcuni utenti su internet che spinge ad arrivare a un passo dalla morte per mancanza di ossigeno, per provare un altrettanto assurdo brivido adrenalinico di essere a un passo da uno svenimento consapevole. Non si tratta di arrivare al suicidio, ma di giungere fino agli effetti collaterali di un soffocamento. L’obiettivo è quello di svenire e poi riprendersi. Il senso di tutto ciò non c’è.

L’appello dei genitori del 14enne morto soffocato

«Fate il più possibile per far capire hai vostri figli che possono sempre parlare con voi – scrivono sul sito pareti.it, portale dedicato ai climber e agli appassionati delle scalate -, qualunque stronzata gli venga in mente di fare devono saper trovare in voi una sponda, una guida che li aiuti a capire se e quali rischi non hanno valutato. Noi pensiamo di averlo sempre fatto con Igor, eppure non è bastato. Quindi cercate di fare ancora di più, perché tutti i ragazzi nella loro adolescenza saranno accompagnati dal senso di onnipotenza che se da una parte gli permette di affrontare il mondo, dall’altra può essere fatale».

(foto di copertina:  Igor Golovniov/SOPA Images via ZUMA Wire)