Quanto è costata Matera all’editoria, Di Maio: «Stop ai finanziamenti indiretti»

di Gianmichele Laino | 11/09/2018

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Il rapporto causa-effetto spiegato bene, che riguarda i finanziamenti pubblici all’editoria. Ieri, il delirio mediatico su una presunta gaffe di Luigi Di Maio che avrebbe chiesto notizie su Matera (che si trova in Basilicata) al presidente della regione Puglia Michele Emiliano. Ovviamente, il clamore era totalmente ingiustificato, come vi avevamo raccontato sin dai primi minuti nel corso dei quali il video era diventato virale. Nel corso della giornata, poi, un post di Di Maio ha attaccato un certo tipo di stampa e ha annunciato una legge che possa colpire i cosiddetti editori impuri.

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Editoria, l’affondo di Luigi Di Maio

Oggi, invece, va in scena il colpo finale, con Luigi Di Maio che dichiara guerra aperta al sistema dell’editoria. «Anche per gli editori – scrive Di Maio sul Blog delle Stelle – sta arrivando il momento di dire addio ai finanziamenti pubblici indiretti e alle inserzioni milionarie delle aziende partecipate dello Stato che dettano loro la linea editoriale».

Insomma, stop al finanziamento indiretto all’editoria. Ovvero, all’obbligatorietà di pubblicazione degli avvisi di gare (nel 2017 ammonterebbe a poco più di 67 milioni di euro, in calo del 11.9% rispetto ai 75.5 milioni del 2016); alle  agevolazioni di credito, al sostegno del governo a crisi aziendali e, con ogni probabilità, anche all’Iva agevolata al 4% (la stessa che c’è suoi libri).

Quanto ha pesato l’articolo su Matera sulla decisione di Di Maio per l’editoria?

La presunta gaffe di Matera, spacciata come tale dalla maggior parte della stampa (salvo poi fare clamorosamente marcia indietro) riporta prepotentemente l’attenzione del Movimento 5 Stelle su un tema che, a dire la verità, ha sempre affrontato, ma che adesso diventa addirittura urgente. Ecco l’ulteriore dato di quanto possa essere umorale questo tipo di governo. Se non c’è Salvini ad attirare l’attenzione, ci pensano i suoi alleati pentastellati ad alimentare il dibattito politico. Stando, però, sempre ben attenti a non concentrarsi sui reali problemi del Paese.

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