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Ce lo chiede l’Europa: Netflix potrebbe avere il 30 per cento di titoli italiani

Entro il 2020 Netflix potrebbe essere costretta a includere nel suo catalogo il 30% di titoli italiani. Con quindi una maggiore attenzione in più sulle produzioni in casa, locali. A stabilirlo è la Commissione europea. A dicembre dovrebbe essere infatti approvata la norma che dovrà permettere poi ai 28 stati membri il recepimento entro 20 mesi. La quota del 30% di titoli nazionali sulle piattaforme streaming operanti in UE (Netflix, Amazon, Tim Vision per esempio) è comunque la soglia minima indicata sulla legge. Volendo a tale somma si potrà aggiungere un ulteriore 10%, opzionale.

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«Abbiamo solo bisogno di un voto finale, ma è solo una formalità», ha confermato a Tom’s Hardware Roberto Viola, Direttore Generale del Directorate General of Communication, Networks, Content and Technology della Commissione Europea.

I SERVIZI STREAMING VIDEO RISCHIANO UN SUPPLEMENTO DI ABBONAMENTO

I servizi streaming operanti in Ue, dovranno quindi, nei prossimi anni, avere un occhio di riguardo per le produzioni nazionali. I colossi del digitale streaming potranno commissionare contenuti, acquistarli o aiutare il settore con donazioni ai fondi cinematografici nazionali attraverso un supplemento di abbonamento (cosa che Tom’s spiega avviene già in Germania).

Viola ha spiegato alla testata che a ottobre verrà pubblicato un documento con le percentuali di contenuti europei attualmente presenti in ogni servizio streaming. «Non avrà valore legale, ma aiuterà i regolatori nazionali ad applicare le norme», ha sottolineato il direttore di DG Connect.

(Credit Image: © Jasper Jacobs/Belga/ZUMA Wire)