pigri vivono piu a lungo
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I pigri vivono più a lungo

Lunga vita alla pigrizia. Meglio lasciare da parte la fretta, le ansie, le pressioni. Secondo un nuovo studio, vivere da pigri è il modo migliore per vivere più a lungo.

I pigri vivono di più, l’esempio dei molluschi

Secondo lo studio pubblicato sul Journal of Proceedings of the Royal Society B: Biological Science, le specie animali con un metabolismo dall’alto ritmo sono molto più propensi a estinguersi rispetto alle specie più pigre. L’analisi si è concentrata sulla «registrazione ad alta risoluzione del Pliocene sui molluschi recenti (bivalvi e gasteropodi) dell’Atlantico occidentale». Gli scienziati sono giunti alla conclusione che le specie che vivono con un basso dispendio energetico vivono molto più a lungo. Per Tasso metabolico si intende il «tasso di assorbimento di energia, trasformazione e allocazione per un singolo organismo» che svolge un ruolo fondamentale nell’uso delle risorse e  «potrebbe quindi rappresentare una metrica importante per la previsione dei futuri modelli di estinzione» si legge nell’estratto riassuntivo dello studio. I livelli di dispendio di energia sarebbero comunque da incrociare con fattori esterni quali i cambiamenti nel clima globale, che potrebbero influenzare la durata della vita degli individui.

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Il prossimo obbiettivo è verificare se questi risultati possano venir applicati anche su altre specie, sopratutto quelle a rischio di estinzione. Il motto del “solo il più forte sopravvive” potrebbe venir girato a favore dei pigri. Luke Strotz, ricercatore presso l’ University of Kansas’ Biodiversity Institute and Natural History Museum, ha dichiarato in un comunicato alla stampa che «i risultati potranno venir generalizzati anche ad altri gruppi animali, almeno per quanto riguarda il regno marino». L’elemento che accomuna le specie più “dure a morire” sono infatti i bassi livelli di metabolismo. Meglio ricordarselo la prossima volta che viene voglia di essere produttivi di domenica.

(credits immagine di copertina: pixabay CC0 Creative Commons)