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Migranti bloccati sulla Diciotti, a Salvini contestati altri due reati

Non solo sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Ora al leader della Lega e ministro dell’Interno Matteo Salvini, per la vicenda dei migranti trattenuti a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera nel porto di Catania, vengono contestati altri due reati, quello di sequestro di persona a scopo di coazione e di omissione d’atti d’ufficio. Ne parla oggi il quotidiano Repubblica in un articolo a firma di Salvo Palazzolo:

Al vaglio della magistratura c’è anche il «sequestro di persona a scopo di coazione»: l’articolo 289 ter del codice penale cita chi vuole «costringere un terzo, sia questi uno Stato, un’organizzazione (…) a compiere un atto». E’ punito «con la reclusione da 25 e 30 anni», invece dei 10 del sequestro “semplice”. Nella ricostruzione della procura, Salvini ha tenuto in ostaggio 177 persone per costringere l’Unione Europea alla redistribuzione dei migranti contro la convenzione di Dublino. E poi c’è «l’omissione d’atti d’ufficio», articolo 328, per la mancata risposta alla Guardia Costiera, che chiedeva il “Pos” (Place of Safety), il porto di sbarco dopo l’operazione di salvataggio.

Salvini indagato con il suo capo di gabinetto, cinque reati contestati

Salvini risulta indagato da sabato con il suo capo di gabinetto per l’ordine di bloccare sull’imbarcazione 177 stranieri per dieci giorni sull’imbarcazione che li aveva salvati nel Mediterraneo. Domani il procuratore Luigi Patronaggio invierà il suo atto d’accusa alla procura di Palermo, perché lo giri al Tribunale dei ministri. Il procuratore chiede di conoscere i nomi di tutti i migranti a Bordo della Diciotti perché li ritiene «parti offese».

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / SANDRO CAPATTI)