Zanzare e zecche portatrici di virus, l’allarme degli infettivologi: «Serve un piano nazionale»

di Gaia Mellone | 28/08/2018

Virus West Nile, zanzare infette in Veneto

I cambiamenti climatici comportano anche l’arrivo di malattie spesso sconosciute. A volte basta semplicemente la puntura di una zanzara o di una zecca, e mai come quest’estate i casi di infezione da puntura si sono moltiplicati a vista d’occhio. Tanto che gli infettivologi della Società italiana malattie infettive e tropicali hanno lanciato un appello: «Serve un piano nazionale»

Punture di zanzara, il record dell’estate 2018

L’estate 2018 è stata all’insegna dell’aumento di punture di zecche e zanzare.A Belluno i casi di encefalite da zecca avevano superato nel solo mese di luglio le medie degli ultimi anni, tanto che la regione veneto ha reso gratuite le vaccinazioni. Sempre a luglio si è registrato anche un altro record: il numero di casi di infezione da virus West Nile, trasmessa dalla zanzara comune, in un solo mese hanno superato quelli segnalati lungo tutto l’anno. Ad agosto sono stati registrati 103 casi di malattia neuro invasiva, moltiplicando per tre volte il numero medio di casi osservato negli ultimi cinque anni – ammontava a 32. Non solo, nello stesso periodo dell’anno scorso i casi segnalati erano solo 13.

LEGGI ANCHE >Virus West Nile, zanzare infette contagiano il Veneto

Punture di zecche e zanzare, l’arrivo di malattie sconosciute

Sicuramente i ruolo dei cambiamenti climatici ha influito sull’aumento degli insetti, ma il quadro sembra essere piu complesso. Sono infatti arrivate infezioni che mai avevano toccato il nostro continente. I tre casi principe sono i tre virus africani come West Nile, Zika e Chikungunya.

La scorsa estate l’Italia aveva visto un’epidemia – la seconda in dieci anni –  di Chikungunya a Roma, ad Anzio e in Calabria,la cui diffusione era stata favorita dalla zanzara tigre, ormai radicata in tutto il nostro paese. La stessa zanzara che teoricamente è colpevole della trasmissione dei virus Zika e Denguema per le quali ha, fortunatamente una capacità di diffusione limitata. Infatti la zanzara tigre può trasmettere virus solo “passandoli” alla propria progenie. Perché allora in Italia si scateni una vera epidemia è necessario che la zanzara portatrice del virus arrivi nel nostro paese, cosa che spesso accade con gli aerei. Poi la zanzara tigre comune farà il resto. Ad esempio, i due diversi ceppi che causarono le due epidemie di Chikungunyae,arrivarono entrambi dal subcontinente indiano.

Punture di zecche e zanzare, per il west Nile la storia è diversa

Differente è pero il caso della diffusione del virus West Nile, che sta diventando problematico nel nostro paese. Questo virus infatti può essere trasmesso dalla zanzara comune, Culex pipiens, alle uova e quindi alla progenie. Queste si sono incrociate con un tipo di zanzara che punge gli uccelli, dando vita ad un ibrido che punge indifferentemente sia l’uomo che gli animali serbatoio, diffondendo il virus come una vera truppa d’assalto. Secondo gli esperti il virus West Nile è arrivato nel nostro territorio non sugli aerei, ma con gli uccelli migratori.

LEGGI ANCHE >La Febbre del Nilo sta uccidendo ancora

Punture di zecche e zanzare, non è ancora finita la stagione a rischio

Negli ultimi 5 anni, i casi di virus portati dalla zanzara Culex raggiungevano il loro picco in agosto, ma si protraevano fino alla fine di ottobre. È quindi probabile che il fenomeno in atto non sia ancora nelle sue fasi conclusive e che molti altri casi si presenteranno nell’immediato futuro. Come scritto nella nota diffusa dalla Società italiana malattie infettive e tropicali «per West Nile non esiste ancora un vaccino e non disponiamo di farmaci efficaci. Le misure che possono essere impiegate si limitano pertanto ai presidi di protezione degli ambienti domestici (zanzariere, insetticidi) ed individuali (repellenti per insetti)». Ma tentare di arginare le infezioni non è sufficiente, non quando i numeri salgono esponenzialmente come è successo questa estate. Gli infettivologi sottolineano che «quanto sta accadendo dimostra la necessità improcrastinabile di un’intensificazione della lotta ai vettori, visto che quanto è stato posto in atto finora non ha evidentemente sortito il risultato auspicato e che è altamente verosimile che condizioni climatiche come quelle di quest’anno possano ripresentarsi nel prossimo futuro».

Punture di zecche e zanzare, fondamentale un piano nazionale per il futuro

In questa situazione Simit ritiene allora indispensabile un’applicazione precisa e rigorosa dei piani di intervento individuati nelle linee guida rilasciate dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità. Queste però, sostiene Simit, devono essere integrate in un piano nazionale di lotta ai vettori che «tenga conto delle recenti esperienze, che disponga delle risorse necessarie e la cui realizzazione coordinata non lasci spazio a mancanze che localmente possano compromettere il risultato generale».

LEGGI ANCHE >Otto bufale sulle zanzare che ti fregano da anni