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Nave Diciotti, Salvini (al telefono con Conte) ha minacciato la crisi di governo

Un vero e proprio braccio di ferro. È quello interno al governo sulla vicenda della nave Diciotti della Guardia Costiera, da giorni ferma nel porto di Catania con profughi a bordo salvati nel Mediterraneo. Ieri Matteo Salvini ha accettato di far scendere a terra i 27 minori non accompagnati sui complessivi 177 migranti. Ma la linea dura del ministro dell’Interno non piace ad altri rappresentati della maggioranza Lega-M5S. Il presidente della Camera Roberto Fico ha chiesto lo sbarco di tutti i profughi. «La giusta contrattazione con i Paesi dell’Unione europea può continuare senza alcun problema – ha dichiarato ieri con un tweet la terza carica dello Stato -, adesso però le 177 persone devono poter sbarcare. Non possono essere più trattenute a bordo, poi si procederà alla loro ricollocazione nella Ue». «Tu – gli ha risposto Salvini in una diretta Facebook – fai il presidente della Camera. Io faccio il ministro dell’Interno». E ancora, con sarcasmo: «Bertinotti, Fini, Boldrini e Fico. Mi viene il dubbio che non sia una carica troppo fortunata».

Nave Diciotti, Salvini al telefono con Conte ha minacciato la crisi di governo

Il leader della Lega è insomma riuscito a respingere il pressing del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del premier Giuseppe Conte. Stando a quanto racconta Repubblica (articolo di retroscena di Tommaso Ciriaco e Alberto D’Argenio) nel corso di una telefonata con il capo del governo Salvini avrebbe perfino minacciato di dimettersi, quindi una crisi dell’esecutivo. In un primo momento Mattarella ha chiesto a Conte di impegnarsi per superare l’impasse e trovare una via d’uscita. Il premier avrebbe quindi contattato il ministro, ottenendo solo la ‘liberazione’ dei minori a bordo:

Il leghista non concede altro. Sfida il Quirinale, ostentatamente, e anche Roberto Fico, che si muove in assoluta sintonia con il Colle. Nel colloquio il capo del Viminale, trapela, arriva a brandire anche l’arma delle dimissioni da ministro, che equivarrebbero a una crisi di governo. «Non puoi sconfessarmi». È solo una minaccia, sa che Conte deve cedere. «Io non mollo – lo provoca al telefono – L’unico che può scavalcarmi è Mattarella, che è capo delle forze armate». Di fatto, il leader stritola il premier in una morsa. Perché sul fronte opposto i partner europei sono ormai stufi di questo tira e molla che tiene in scacco cancellerie e diplomazie per poche centinaia di migranti al mese.

Salvini ha poi evidenziato le distanze da Fico anche giovedì mattina, nel corso di un’intervista a Rtl. «Con Luigi Di Maio – ha affermato – lavoro molto bene. Qualcun altro ha tanto tempo per parlare, penso al presidente della Camera, che ogni tanto dice e fa l’esatto contratto di altri esponenti M5s: è un problema che si risolveranno loro».

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / ALESSANDRO DI MEO. Ultimo aggiornamento alle 9.15 del 23 agosto)