Facebook ha rimosso 652 pagine fake sospettate di voler condizionare le elezioni negli Usa

di Donato De Sena | 22/08/2018

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Facebook ha individuato e rimosso 652 pagine fan, gruppi e profili considerati fake sospettati di essere stati creati appositamente per compiere azioni di disturbo in vista delle elezioni di midterm negli Stati Uniti del prossimo primo novembre. Alcune pagine, come riferito dallo stesso social network, erano state originate in Iran e Russia. La loro attività sospetta, ha spiegato Facebook, è legata ad una «condotta non autentica coordinata» che comprende la condivisione di materiale a sfondo politico.

Facebook ha individuato e rimosso 652 account fake in vista delle elezioni di midterm

L’azienda californiana ha deciso di intervenire tempestivamente per correre ai ripari dopo i flop su sicurezza e privacy degli ultimi tempi, dopo lo scandalo Cambridge Analytica e soprattutto la vicenda delle interferenze di Mosca per influenzare le elezioni presidenziali americane del 2016. Ma si tratta solo di un primo passo. Facebook ha anche spiegato di non aver ancora portato a termine analisi e verifiche sul materiale considerato sospetto, e ha evitato di fornire dettagli sulle eventuali motivazioni individuate alla base dei comportamenti giudicati a rischio degli account rimossi. Il social network ha però rivelato di aver informato il governo Usa e quello britannico, contattando il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e il dipartimento di Stato, alla luce delle sanzioni al momento imposte all’Iran. Il fondatore e ceo di Facebook Mark Zuckerberg ha dichiarato: «C’è molto che ancora non sappiamo».

La decisione frutto di quattro inchieste che riguardano Iran e Russia

La decisione di rimuovere centinaia di pagine, gruppi e profili è frutto di quattro inchieste, tre delle quali riguardano l’Iran e una la Russia. In un caso ha riguardato un gruppo denominato ‘Liberty Front Press’. Al ‘Liberty Front Press’ fanno capo diversi account Facebook e Instagram. Il gruppo, come dimostrato da registrazioni del sito, indirizzi IP e amministratori risultava legato a media di Stato iraniani. I primi account erano stati creati nel 2013, con contenuti su Medio Oriente, Regno Unito e Stati Uniti.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: Oliver Berg / dpa)