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Vito Crimi e la lotta sui giornali scaricati illegalmente: «Devono muoversi gli editori»

Il legislatore? Non può far nulla. Sono gli editori, in cartello, a dover agire. Questa in sostanza la tesi sostenuta da Vito Crimi sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega all’editoria, intervistato oggi da Libero. Il giornale diretto da Feltri ha scoperto una chat Telegram su cui ogni giorno vengono distribuiti giornali in modo illegale. Più o meno con modalità similari che esistono in rete già da anni. Davanti al fenomeno la Fieg (la Federazione italiana editori giornali) ha minacciato una dura lotta. Crimi spiega però che l’unica soluzione per combattere il fenomeno è offrire contenuti a basso costo online.

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«Sì,ma quanti lettori che fruiscono di contenuti online comprerebbero un giornale cartaceo? È la stessa cosa con il cinema. Anni fa tanti scaricavano i film illegalmente. Il fenomeno è calato grazie all’accessibilità a basso costo di contenuti video. Oggi con un euro scarichi un film per 24 ore. Per cui non conviene più farlo illegalmente. Questa è la scommessa», ha sottolineato il sottosegretario. Intervistato da Elisa Calessi ha aggiunto: «Il legislatore non può fare nulla, sono gli editori che devono muoversi. Però mi chiedo: i contributi che i giornali hanno ricevuto,come sono stati utilizzati? Gli editori li hanno usati per investire, per cambiare e adeguarsi al futuro o solo per ripianare i conti?».

 

(foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)