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Cosa sta succedendo nella faglia che ha fatto tremare il Molise

Ieri notte il Molise ha tremato. Per la seconda volta in meno di 48 ore con una scossa più forte della notte di Ferragosto: magnitudo 5.1. Molte persone hanno dormito fuori dalle proprie abitazioni. La scossa, avvertita in gran parte del Sud Italia, fa parte di una lunga sequenza che sta preoccupando l’Ingv.

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«Sono certamente dei segnali importanti, da non sottovalutare. Come meccanismo è probabilmente analogo a quelli più distruttivi del 2016, nel Centro Italia. Previsioni però non si possono fare. Piuttosto, sono campanelli d’allarme. E quest’ultima va considerata una scossa forte», ha spiegato a La Stampa Enzo Boschi, ex presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia. A nove chilometri di profondità, ha spiegato Boschi, «è avvenuta una frattura della crosta terrestre». «Una profondità tipica – ha aggiunto – in Italia. Meno è profonda la frattura, più è pericolosa, perché la crosta terrestre in superficie è più dura. In profondità, invece, le rocce sono vicine al punto di fusione. Come con una barretta di cioccolata: se è calda si modella; se è fredda si spezza».

Oggi Repubblica ha sentito diversi sismologi. Rispetto a quello accaduto nel 2016, quello in Molise sembra esser una cosa completamente diversa. Carlo Doglioni, presidente Ingv spiega: «L’Appennino tende a distendersi. Nell’Italia centrale lo fa allargandosi maggiormente verso est. Nell’Italia meridionale, dal Gargano in giù, la distensione avviene più a ovest, verso il Tirreno. Fra questi due tipi di movimento esiste una zona di svincolo che corre da est a ovest proprio lungo questa fascia del Molise, vicino Montecilfone. Un meccanismo simile nel 2002 provocò il sisma di San Giuliano di Puglia». Concetta Nostro, sismologa dell’Osservatorio nazionale Terremoti spiega: «Le faglie in Molise sono orizzontali, sono orientate in direzione est-ovest e scorrono l’una accanto all’altra. Si parla infatti di movimento trascorrente. Lo scorso 25 aprile c’era già stata una scossa 4.3». Il sisma del 2016 invece fu su faglie oblique. Non è possibile sapere se ci saranno altre scosse e non si può quantificare l’eventuale intensità futura. Apparentemente però si tratta di un movimento differente.