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Genova, la via Crucis di 664 sfollati. Salvini: «Case a rischio tutte da abbattere»

C’è un altro dramma a Genova, conseguente al crollo del ponte Morandi che ha portato con sé la vita di almeno 39 persone (bilancio provvisorio). Si tratta degli sfollati, il cui numero ha raggiunto le 664 unità. Si tratta di tutte quelle persone che vivevano nelle abitazioni che il ponte Morandi sovrastava: ora, visto il rischio di nuovi cedimenti, quelle persone sono state allontanate dalle proprie abitazioni e, in base alle prime indicazioni, non vi torneranno più.

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Sfollati Genova, le loro case verranno tutte abbattute

Le case di via Porro, via Fillak e via Della Pietra, secondo il ministro dell’Interno Matteo Salvini, verranno abbattute: «Le case verranno demolite tutte – ha detto il leader della Lega -. L’impegno è di ridare entro la fine dell’anno una abitazione a tutte le persone che per motivi di sicurezza hanno dovuto abbandonare la propria casa. Alcune decine di appartamenti sono già stati recuperati da Comune e Regione».

Al momento, gli sfollati sono stati accolti all’interno del Centro civico Buranello, dove hanno dormito su alcune brande fornite dalla Protezione Civile e dove hanno potuto beneficiare di pasti caldi. Ma adesso inizierà la fase più complessa, quella della ricollocazione in strutture definitive e non provvisorie.

Sfollati Genova, le situazioni abitative proposte

In base a quanto riportato dalle prime fonti vicine agli enti pubblici del capoluogo ligure, i comuni di Genova e Arte hanno già individuato circa 50 alloggi che verranno destinati ai nuclei familiari più bisognosi, quelli che hanno al loro interno persone anziane, malate o disabili.

Una seconda fase, poi, prevederà anche l’allargamento di questo elenco a 300 diverse abitazioni, che sarebbero già state individuate dal Comune, ma che necessitano di interventi di ammodernamento e messa in sicurezza. La fase del restauro di queste strutture dovrebbe essere finanziata con fondi ad hoc del governo.

Se per i primi 50 nuclei familiari la situazione potrebbe essere già sbloccata nella giornata di lunedì prossimo, 20 agosto, per gli altri si annuncia una lunga lista d’attesa. E anche se dal governo cercano di fornire le garanzie appropriate, l’ottimismo che filtra è davvero poco.

FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO

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