Per la Gabanelli il crollo del ponte di Genova è colpa dei tir polacchi

di Redazione | 14/08/2018

Gabanelli ponte Genova

In queste ore immediatamente successive alla tragedia del ponte Morandi a Genova, tutti avvertono l’esigenza di far sentire la propria voce sull’accaduto. Anche Milena Gabanelli ha offerto uno spunto, una chiave di lettura per quella che si preannuncia – come è stata definita dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli – come una tragedia immane. Sull’account Facebook di Dataroom (l’inserto di approfondimento e di data journalism del Corriere della Sera), Milena Gabanelli ha pubblicato un vecchio articolo della testata sul collegamento tra il crollo dei viadotti e la concorrenza dei tir polacchi.

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Gabanelli ponte Genova, la sua idea sul disastro del Morandi

Secondo la giornalista, ex frontman di Report, potrebbe esserci un legame tra l’innalzamento del costo dei carburanti, le nuove normative europee sulla guida degli autotrasportatori (che non possono guidare per più di 4 ore e mezza consecutive), i bassi costi del lavoro delle industrie di trasporto polacco e la tenuta dei ponti e dei viadotti sulle strade italiane.

Gabanelli ponte Genova, la teoria

Milena Gabanelli ha affermato che, dal momento che le infrastrutture sono vecchie e risalenti agli anni ’60 e ’70 (compreso appunto il ponte Morandi di Genova), non sono al passo con le nuove normative europee sul trasporto. I lavori di consolidamento di queste strutture sono sempre in ritardo e, quindi, non sono in linea con le richieste del mercato.

Per contrastare la concorrenza polacca (il costo orario dell’autotrasporto di un mezzo italiano è di circa 24 euro, mentre quello di un tir polacco è di circa 10 euro all’ora) e i costi del carburante sempre più alti, gli autotrasportatori sono costretti a sovraccaricare i mezzi per effettuare meno viaggi. Da qui il fatto che sulle strade si riversano camion sempre più pesanti che metterebbero a dura prova le infrastrutture italiane.

Insomma, l’articolo è datato 6 marzo 2018. Ma il fatto di averlo postato di nuovo in concomitanza con la tragedia di Genova indica chiaramente quale sia l’opinione della collaboratrice del Corriere della Sera sull’accaduto.