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Il controcanto di Mattarella: «I migranti sono i nuovi schiavi»

Mentre si arricchisce la narrazione dei migranti visti come principali attori dell’incremento della criminalità in Italia, ci pensa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a fare il controcanto agli esponenti del governo guidato da Giuseppe Conte, parlando di «migranti nuovi schiavi» nel suo intervento in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani.

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Migranti nuovi schiavi, l’appello di Sergio Mattarella

«La schiavitù ha rappresentato una delle maggiori vergogne dell’umanità – ha affermato Mattarella -. Oggi, Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani ci impone di ribadire la condanna e la battaglia contro ogni forma di schiavitù, vecchia e nuova: terreno agevole per queste nuove forme di schiavitù è il fenomeno migratorio».

Poi, Mattarella sembra rivolgere un monito direttamente a Matteo Salvini, il ministro dell’Interno che più di tutti, in questi ultimi giorni, ha espresso delle posizioni durissime sull’accoglienza dei migranti e sugli aspetti che il fenomeno delle migrazioni ha sulla vita di tutti i giorni nel nostro Paese. È un Mattarella quasi evangelico quello che, in un passaggio del suo discorso, afferma: «Nessun Paese è immune da questa sistematica violazione della dignità umana e nessuno deve avere la tentazione di guardare altrove».

Migranti nuovi schiavi, l’appello a restare umani e a non voltarsi dall’altra parte

Insomma, mentre da un lato il governo italiano sta alimentando l’odio nei confronti dei migranti – sono noti a tutti i nove casi di razzismo nell’ultimo mese e mezzo, in un clima esacerbato dallo scontro politico sul tema -, il presidente della Repubblica prova a lanciare l’appello in un giorno molto importante – dedicato, appunto, alla condanna delle tratte degli schiavi -, per ricordare ai cittadini italiani di restare umani.

«Sono circa 40 milioni le persone vittime della nuova schiavitù in tutto il mondo – ha ricordato Mattarella – Numeri impressionanti che hanno spinto le Nazioni Unite ad adottare l’obiettivo di eliminare il traffico di esseri umani entro il 2030. Si tratta di degenerazioni della nostra società, piaghe da eradicare con fermezza che interrogano le nostre coscienze e ci chiamano a una reazione morale, a una risposta adeguata con un maggiore impegno culturale e civile».

FOTO: ANSA/ PAOLO GIANDOTTI – UFFICIO STAMPA PRESIDENZA REPUBBLICA