Marchionne, dall’intervento alla spalla alla malattia: la nuova ipotesi sul suo stato di salute

di Redazione | 24/07/2018

malattia Marchionne

Nella giornata di ieri si è passato dalla «situazione irreversibile» all’utilizzo della parola «malattia». Negli equilibri delicatissimi che stanno circondando lo stato di salute di Sergio Marchionne, sono anche i termini a fare la differenza. A dare uno spiraglio su quello che può essere successo nella clinica dell’università di Zurigo è stato, nella giornata di ieri, Franzo Grande Stevens, avvocato della famiglia Agnelli, che ben conosceva il manager della FCA e della Ferrari. Grande Stevens ha attribuito la «malattia» di Marchionne alla sua incapacità di rinunciare al fumo delle sigarette. Lasciando, quindi, intendere che si sia trattato di un tumore al polmone.

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Malattia Marchionne, l’incapacità a rinunciare alle sigarette

Oggi, lo stesso Corriere della Sera che aveva ospitato la lettera di Franzo Grande Stevens ha messo in correlazione, con una ipotesi supportata da diagnosi mediche, l’intervento programmato alla spalla e lo stato irreversibile in cui, al momento, si troverebbe Sergio Marchionne.

Il tumore alla parte apicale del polmone, infatti, causa proprio dei forti dolori alla spalla. Nel momento, però, in cui si va a operare, si possono verificare delle gravi complicazioni all’aorta che passa da lì, con possibili conseguenze sul cervello. L’ipotesi del Corriere della Sera, dunque, riguarda proprio questo: Marchionne sarebbe entrato nella clinica svizzera per l’operazione alla spalla per curare il tumore al polmone, con la consapevolezza della delicatezza dell’intervento e delle possibili conseguenze.

Malattia Marchionne: condizioni irreversibili per complicazioni all’aorta?

Conseguenze che, a questo punto, potrebbero essersi verificate. L’intervento alla spalla destra è l’unica informazione medica confermata dal gruppo Fiat Chrysler. L’altro indizio è stato dato dato da John Elkann che ha parlato di «situazione impensabile fino al giorno prima». Una complicazione, quindi, è l’unica spiegazione plausibile. Dalla FCA non confermano e il muro del silenzio continua a reggere. Ma il fatto che non sia arrivata nemmeno una smentita – come invece successo al momento della falsa informazione sulla morte del manager – è un segnale altrettanto indicativo.