Salvataggio Open Arms, Palazzotto: «Il governo italiano sa quali navi sono passate, ma non lo dice» | AUDIO

di Gianmichele Laino | 19/07/2018

C’è anche un rappresentante dello Stato italiano sull’imbarcazione della Open Arms, quasi a volerci ricordare che un briciolo di umanità è rimasto anche nel nostro Paese. Erasmo Palazzotto, deputato di Liberi e Uguali, ha assistito alle operazioni di recupero dei due corpi (una donna e un bambino) nelle acque del Mediterraneo e ha parlato e sorriso a Josefa, la donna di 40 anni che è stata salvata dalla nave della ong.

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Erasmo Palazzotto e il salvataggio della Open Arms: «Come fa il Viminale ad avere dubbi?»

«Non riesco a capire che dubbi possa avere il Viminale rispetto al fatto che questa nave ha recuperato due corpi in mare e ha salvato due persone a 80 miglia dalla Libia». Erasmo Palazzotto si trova sul ponte della nave della ong Open Arms che, in queste ore, sta facendo rotta verso la Spagna e che – nel momento in cui è stata contattata da Giornalettismo – si trovava al sud della Sardegna.

«Il gommone che abbiamo incontrato non portava certo a bordo soltanto tre persone. È stato affondato. Inoltre, noi abbiamo intercettato una conversazione tra la guardia costiera libica e il mercantile Triades in cui si parlava di un gommone a 80 chilometri dalla Libia che viaggiava a una velocità di due nodi all’ora. La conversazione è stata intercettata a ora di pranzo. Fino alle dieci, il mercantile Triades ha stazionato in zona. A quell’ora la Guardia costiera libica ha affermato che sarebbe intervenuta e che il mercantile sarebbe potuto andare via. Noi ci siamo recati lo stesso alle coordinate indicate dal mercantile Triades alla Guardia costiera, abbiamo trovato un gommone affondato e tre corpi».

Erasmo Palazzotto, la sua testimonianza su Josefa

Fortunatamente, una di queste persone era ancora in vita. Josefa, in questi minuti, è ancora in stato di shock e non può essere sottoposta allo stress di un racconto doloroso. Parlerà della sua storia – e di quella degli altri due corpi – una volta arrivata in Spagna, alle autorità competenti: «Josefa è affidata alle cure dei medici della Open Arms. Però sta meglio, è stabile. Ma ha ancora i sintomi della ipotermia. Si trova in stato di shock, però con noi ha sorriso, ha fatto una passeggiata sul ponte. In questo momento ha bisogno di riposare e di riprendersi. È una donna che ha subito una tragedia e che merita rispetto».

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Sarà comunque una testimone chiave per raccontare alle autorità competenti quello che è successo. In questi giorni, Erasmo Palazzotto si sta facendo portavoce di una posizione politica importante, ma sta anche vivendo un’esperienza umana molto forte. «Mi sarei aspettato che davanti a una tragedia del genere una battaglia del mio governo per chiedere la verità su quello che è successo e per prendere provvedimenti rispetto a questa storia – ha affermato il deputato di Liberi e Uguali -. Invece, sta portando avanti una campagna di depistaggio. La scelta della Open Arms di sbarcare in Spagna e di non considerare l’Italia un porto sicuro ci deve far riflettere su come all’estero viene visto il nostro Paese. Dal canto mio, sono orgoglioso di essere salito su questa nave e di aver toccato con mano questa realtà. Penso che l’Europa e l’Italia dovrebbero ringraziare i volontari delle ong che ogni giorno rischiano la propria vita per cercare di salvare delle persone».

Erasmo Palazzotto: «Il governo italiano sa, comunichi i dati di cui è in possesso»

E invece, molto spesso, capita di girarsi dall’altro lato. Ma sulla storia del naufragio del gommone nel corso del quale hanno perso la vita una donna e un bambino, Erasmo Palazzotto vuole andare fino in fondo e lancia un’accusa molto forte: «Il governo sa esattamente quali sono le imbarcazioni che si trovavano in quel tratto di mare nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2018. Quindi potrebbe iniziare a dare il suo contributo divulgando questi dati. Non lo farà? Allora glielo chiederò in Parlamento: vogliamo restituire la verità dei fatti».