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Il Popolo della Famiglia contro il Pride: «Può innescare malattie sessualmente trasmissibili»

Il Popolo della Famiglia senza mezze misure, ancora una volta, contro un Pride. Accade a Rimini, dove il partito ultracattolico fondato da Mario Adinolfi, si schiera contro il Summer Pride del prossimo 28 luglio patrocinato dal Comune. «È un grave errore promuovere lo ‘stile di vita gay’ ed esaltarlo a modello positivo per i giovani», si legge in un comunicato. «A causa della sua illusorietà, esso – si afferma – può fornire solo risposte fuorvianti alle legittime aspirazioni ad amare ed essere amati presenti nel cuore di ogni uomo. Per questo, ‘Il Popolo della Famiglia’ di Rimini ritiene che il ‘Summer Pride’, nella misura che intende manifestare e promuovere il cosiddetto ‘orgoglio gay’, altro non fa che perpetuare una visione dell’omosessualità non rispondente alla realtà e fornire quindi risposte sbagliate ai problemi delle persone attratte dallo stesso sesso».

Il Popolo della Famiglia sul Pride: «C’è il rischio di contagio di malattie sessualmente trasmissibili»

Insomma, per il Popolo della Famiglia, il Summer Pride sarebbe un pericolo per la comunità. Perché promuoverebbe l’omosessualità. Ma un passaggio sorprendente del comunicato riguarda fantomatici rischi per la salute. «È irragionevole e irresponsabile – si legge ancora – che il Comune di Rimini, con il proprio patrocinio, legittimi e rafforzi questa manifestazione. Il primo cittadino, che è ‘primo’ anche nella responsabilità della salute pubblica, dovrebbe piuttosto preoccuparsi del rischio di contagio di malattie sessualmente trasmesse che simili manifestazioni potrebbero innescare».

 

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(Foto da archivio Ansa: una ‘processione riparatrice’ organizzata in occasione della seconda edizione del ‘Summer Pride’, luglio 2017. Credit immagine: ANSA / GIANLUCA ANGELINI)

 

Il Pdf cita poi il giornalista omosessuale Michael Hobbes, redattore dell’Huffington Post, secondo il quale «i problemi di solitudine, vuoto esistenziale, alto tasso di suicidi, abuso di alcool e droghe, rimangono gravi e percentualmente molto superiori nella comunità gay rispetto al resto della popolazione anche in società che non possono essere definite certo omofobe, come quella statunitense, canadese, olandese, svedese». In occasione del Summer Pride il Popolo della Famiglia ha annunciato la partecipazione a una «processione di pubblica riparazione». Nel comunicato si precisa inoltre che, «essendo un movimento politico», il Popolo della Famiglia «non aderisce a manifestazioni religiose e lascia liberi i suoi aderenti e simpatizzanti di parteciparvi, auspicando che sia animata da sinceri sentimenti di carità».

 

 

Le affermazioni non sono sfuggite agli attivisti che si impegnano in prima linea nella lotta per i diritti degli omosessuali e contro le discriminazioni. Vladimir Luxuria su Twitter ha scritto: «Siamo al puro delirio: il Popolo della Famiglia chiede al Comune di #Rimini di cancellare il patrocinio del #gaypride perché ‘simili manifestazioni rischiano il contagio di malattie sessualmente trasmissibili’».

(Foto di copertina da archivio Ansa: il ‘Roma Pride 2018’. Credit immagine: ANSA / FABIO FRUSTACI)