Gli operai della Fiat di Melfi scioperano a causa di Cristiano Ronaldo alla Juventus

di Gianmichele Laino | 11/07/2018

sciopero Fiat

Stop dalle ore 22.00 di domenica 15 Luglio fino alle ore 06.00 di martedì 17 Luglio 2018. È questo lo sciopero proclamato dalla sigla sindacale USB per la sede FCA di Melfi. La causa di tutto ciò è piuttosto anomala: l’acquisto da parte della Juventus – di proprietà della famiglia Agnelli – del fenomeno Cristiano Ronaldo.

LEGGI ANCHE > La bufala dell’operaio della Fiat con lo stipendio dimezzato per l’acquisto della Juve di Cristiano Ronaldo

Sciopero Fiat per l’acquisto di Cristiano Ronaldo: il comunicato USB

«È inaccettabile – si legge nel comunicato – che mentre ai lavoratori di Fca e Cnhi l’azienda continui a chiedere da anni enormi sacrifici a livello economico, la stessa decida di spendere centinaia di milioni di euro per l’acquisto di un calciatore». La polemica è relativa all’acquisto per circa 117 milioni di euro del pallone d’oro in carica portoghese Cristiano Ronaldo, oltre ai 30 milioni di euro a stagione – per quattro stagioni – da corrispondere per l’ingaggio.

«E mentre gli operai – continua il comunicato – e le loro famiglie stringono sempre più la cinghia la proprietà decide di investire su un’unica risorsa umana tantissimi soldi! È giusto tutto questo? È normale che una sola persona guadagni milioni e migliaia di famiglie non arrivino alla metà del mese?».

Sciopero Fiat, qualche giorno fa si era diffusa una bufala che riguardava l’acquisto di Cristiano Ronaldo

Per questo motivo, l’Unione sindacale di base ha proclamato lo sciopero di domenica 15 luglio-martedì 17 luglio. Una iniziativa che sta facendo molto discutere in rete, specialmente per la popolarità, tra i tifosi, dell’operazione di calciomercato da parte della famiglia Agnelli.

Una strana coincidenza: qualche giorno fa, si era diffusa la bufala dell’operaio della Fiat che si lamentava perché, in busta paga, aveva avuto un taglio di 300 euro con la causale acquisto di Cristiano Ronaldo. Ovviamente, si tratta di una fake news di pessimo gusto che, però, si basa soprattutto su un certo malcontento nel mondo operaio per questa operazione.

(FOTO: ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)