Il nuovo Modric non esiste, è lui – L’editoriale di Alfredo Pedullà

di Alfredo Pedullà | 09/07/2018

Non è più un ragazzino, 33 anni tra un paio di mesi, ma in quanto a classe e continuità dà sempre i punti a tutti. Luka Modric e la ricerca, dal nostro punto di vista impossibile, di trovare un erede. Impossibile perché un erede oggi non c’è. Ecco perché il titolo – a caratteri cubitali – sarebbe (è) uno: il nuovo Modric non esiste. Semplicemente perché è lui.

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Ogni volta che un metronomo propone una decina di partite all’altezza, qualcuno “bestemmia” e sbotta: “Ecco l’erede di Luka”. Ma non scherziamo, non diciamo eresie. Il discorso vale per tutti i croati come lui che escono dal loro Paese e scoprono l’Europa che conta. Gli appiccicano l’etichetta, il nuovo Modric come un passaparola, e dopo un paio di mesi sono costretti a confessarsi e a espiare una lunga pena. Perché i paragoni sono mediamente complicati, in questo caso impossibili.

Modric durante Russia-Croazia (Credit Image: © Wu Zhuang/Xinhua via ZUMA Wire)

Modric è il prototipo del regista perfetto. Qualità e quantità, è dinamico quando deve sacrificarsi, è geniale quando deve illuminare. Ha sei occhi al posto di due, il suo campo d’azione è talmente panoramico da scovare le situazioni più complicate al punto da chiederti “ma come fa?”. Quando deve metterci la tecnica sono pennellate. Quando deve coprire non fa il lavativo. E si sobbarca tutto il lavoro, con un’umiltà non comune alla media.

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E poi c’è la personalità. Perché in una partita del mondiale gli tocca un rigore e lo sbaglia. A cinque minuti dallo stop, sarebbe stato un trionfo per la sua Croazia e la fine anticipata della Danimarca. Nulla da dire, sono cose che succedevano anche a Maradona, di cosa stiamo parlando? Ma un processo soffocato diventa presto un riscatto confezionato, la famosa personalità. In quella partita non bastano i supplementari per sbloccare, si va alla nota lotteria e uno normale al solo pensiero di calciare da metri undici -dopo l’errore precedente – inventa ogni cosa e si tira fuori. Modric no, si presenta con la serenità dei più grandi, trasforma e dà una bella spinta alla Croazia verso i quarti. La famosa, suddetta, personalità: se non ce l’hai non la puoi allenare e non la puoi di sicuro acquistare al discount.

Se fosse sul mercato, non ci sarebbe cifra. Qualcuno, tra le nostre, ci ha provato in passato. Soprattutto l’Inter, ma a singhiozzo anche la Juve. Nulla. Respinte al mittente le offerte perché di storie come quella di CR7 ce n’è soltanto una. Perché in questo caso non esistono promesse e chissà quale tipo di scorciatoia per tagliare la corda. Modric ha un contratto di altre due stagioni, fossimo il Real lo allungheremo fino al 2021, non si sa mai… E pregheremmo il cielo che la sua classe continui a illuminare qualsiasi allenatore che si accomoderà sulla panchina del Madrid almeno nelle prossime tre edizioni della Liga.

Certo, nessuno è eterno e prima o poi verrà il momento di pensare al nuovo Modric. E sarà un grande problema perché il nuovo Modric – almeno oggi – non c’è. L’unico Modric è lui: insostituibile, intoccabile.