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Le buche di Roma in giallo: la sfida della mamma di Elena, vittima della strada

È una piccola grande battaglia quella vinta da Graziella Viviano, la mamma di Elena Aubry, ragazza morta lo scorso 7 maggio a 25 anni in un incidente stradale a Roma sulla via Ostiense (86esima vittima della strada in provincia di Roma da inizio anno). Sul web la donna ha lanciato un appello per colorare le buche di giallo lungo le strade cittadine con lo scopo di evitare incidenti e invitare scooteristi, motociclisti ed automobilisti ad essere più cauti. In altre parole: per ridurre il rischio che altre persone vivano la sua stessa tragedia. «Sulla vita non si abbassa la guardia. Vernice sulle buche e dossi, segnalare, subito. Per non farti male, non ci devi finire. Punto!», si legge in uno dei messaggi che Graziella ha pubblicato negli ultimi giorni sulla sua bacheca Facebook. E ancora: «Queste buche, radici, vanno segnalate, adesso. Evidenziatele con la vernice! E i cartelli con il 30 all’ora non sono sufficienti. Bisogna aspettare altri morti?».

 

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(Immagine via Facebook dal profilo di Graziella Viviano)

 

Le buche in giallo a Roma, la battaglia della madre di Elena Aubry

Le risposte non si sono fatte attendere. Come spiega oggi il quotidiano Il Messaggero l’idea della madre di Elena, che potrebbe sembrare banale per la sua semplicità, si è rivelata doppiamente efficace. Da una parte – ha dichiarato Graziella – previene gli incidenti e «dall’altra ha già portato i primi risultati: alcune delle buche evidenziate dai cittadini spontaneamente sono state rattoppate. Un piccolo miracolo». Un miracolo, si spiega, è avvenuto in via Populonia, a San Giovanni, dove Luciano Benedetti, papà di un altro ragazzo morto in moto 13 anni fa, aveva cerchiato di giallo le buche. «Luciano che ha più di sessant’anni – è la testimonianza riportata dal Messaggero – mi aveva prima chiamato entusiasta come un ragazzino, dicendomi ‘Graziella, la gente rallenta si ferma, stiamo salvando delle vite, funziona’ poi quasi incredulo mi ha detto ‘Oggi le buche le hanno addirittura chiuse’». Il tam tam su Facebook continua: «E se per salvare una vita bastassero tre euro?». Tre euro, il costo di una bomboletta di vernice spray.

(Immagine di copertina via Facebook dal profilo di Graziella Viviano)