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Il decreto Di Maio mette a rischio i bilanci delle società di calcio

Il decreto voluto dal vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, definito provvedimento ‘Dignità‘, potrebbe mettere a rischio i bilanci delle società di calcio di Serie A. Il testo prevede infatti il blocco della pubblicità dei giochi, che genera per le grandi squadre ogni anno introiti per diverse decine di milioni di euro. E ripercussioni possono esserci anche sul fronte dei diritti tv. A parlarne è oggi il quotidiano Il Messaggero con un articolo a firma di Andrea Bassi.

Il decreto Di Maio e lo stop alle pubblicità dei giochi, torta da 200 milioni l’anno

Quello del ‘decreto dignità’ è un divieto assoluto della pubblicità, che non vale quindi solo per gli spot televisivi ma anche per le sponsorizzazioni. Il ‘sistema giochi‘ ogni anno investe circa 200 milioni di euro. Alle sponsorizzazioni ne sarebbero destinati 120, con il calcio a farla da padrone. In Serie A più della metà delle squadre sarebbe legata a società di scommesse. Bwin, ad esempio, ha prestato per anni il suo marchio al campionato di Serie B e ha sponsorizzato il Milan. Poi ha deciso di affiancare l’Inter. Betfair ha un accordo con la Juve. Snai con Roma e Milan. Pianetawin365 con Cagliari, Lazio, Napoli e Sampdoria. Eurobet con Genoa e Udinese.

Ma i club, spiega ancora Il Messaggero, ottengono risorse ingenti dai diritti televisivi e a loro volta le tv raccolgono molta pubblicità soprattutto dalle scommesse. Si tratta di una torta da 70 milioni di euro andata negli ultimi anni prevalentemente a Mediaset. Se svanissero nel nulla questi introiti il prodotto calcio si svaluterebbe. Come spiega l’agenzia specializzata Agipro il valore del prodotto aumenta o diminuisce «di pari passo con le prospettive pubblicitarie che può offrire». E quindi: «Se i centri media non potranno vendere spazi alle aziende del gioco legale, le grandi aziende televisive tenderanno a tagliare il budget programmato per l’acquisto dei diritti. Di conseguenza, il calcio si troverà a gestire un prodotto meno remunerativo». Contro il decreto Di Maio ovviamente si schiera l’associazione delle società online di gioco legale Logica, che sottolinea come la pubblicità fatta dai concessionari pubblici serva anche a distinguere i marchi legali da quelli illegali e come i giochi non facciano male, in assenza di abuso.

(Foto di copertina Zumapress da archivio Ansa. Credit immagine: Paolo Pizzi / Pacific Press via ZUMA Wire)

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