Quando il populismo di Salvini cavalca l’obbligo vaccinale fa davvero paura

di Redazione | 22/06/2018

Populismo legge vaccini

Oggi Matteo Salvini ha lanciato il suo ennesimo slogan da campagna elettorale permanente sul tema dei vaccini. Dalle frequenze di una radio locale di Firenze, Radio Studio 54, ha fatto partire la «perfetta» affermazione populista: «Dieci vaccini obbligatori sono inutili e dannosi». Una boutade che può essere messa sullo stesso piano delle frecciate contro i migranti, i rom, la scorta di Saviano e quant’altro. Perché ha la stessa etichetta: quella, appunto, populista.

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Populismo legge vaccini, il pericolo delle parole di Salvini

E se la scienza diventa un affare da populisti è davvero pericoloso. Anzi, questa cosa fa paura. Non si sta, ovviamente, discutendo sull’importanza o sull’efficacia dei vaccini, ma sul modo con cui è stato condotto il dibattito sulla legge che ha imposto l’obbligo vaccinale. I toni utilizzati nel corso della campagna di lancio prima del decreto Lorenzin e poi del provvedimento convertito dal Parlamento sono stati completamente sbagliati e hanno contribuito ad alimentare la retorica del pro e contro su una cosa che, per la sua complessità, non poteva entrare a cuor leggero nel dibattito della politica.

Questo ha creato un fronte – quello dei cosiddetti no vax – che è diventato un bacino potenziale di consensi, specialmente grazie alla loro massiccia presenza sui social network. Che i populisti hanno già cavalcato nel corso della campagna elettorale e, a quanto pare, continuano a cavalcare anche adesso.

Populismo legge vaccini, il cortocircuito che c’è stato

Il difetto di informazione sulla necessità dell’obbligo vaccinale (lasciata alle parole di un ministro della Salute con scarso appeal nel mondo delle scienze e ai post su Facebook dell’immunologo del San Raffaele Roberto Burioni), imposto con uno strumento coercitivo e con il «ricatto» dell’espulsione dei bambini dalle scuole, è stato immediatamente sfruttato dalle pulsioni elettorali – che continuano ancora adesso che Lega e Movimento 5 Stelle sono insieme al governo -, sacrificando il punto focale della questione. Per i vaccini, come per gli altri argomenti, il discrimine è ancora questo: la differenza va fatta informandosi, non seguendo gli slogan.

(FOTO: ANSA/FABIO DI PIETRO)