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Nuovo stadio della Roma, 9 arresti: tra gli indagati anche il capogruppo M5S in Campidoglio

Politici e imprenditori in manette per una vicenda di corruzione nell’ambito delle procedure per la realizzazione nuovo stadio della Roma. Stamattina, dalle prime luci dell’alba, i carabinieri hanno eseguito nove arresti nell’ambito di un’indagine, coordinata dalla Procura di Roma, su un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica amministrazione. Dalle ultime notizie in merito alla vicenda, è emerso che il capogruppo al Campidoglio del Movimento 5 Stelle Paolo Ferrara risulterebbe tra gli indagati. Nei primi mesi del 2017, in base a quanto si evince, Ferrara aveva partecipato alla trattativa con il gruppo Parnasi per la modifica della prima stesura del progetto sulla struttura che dovrebbe sorgere a Tor di Valle. “Non so nulla, sono appena uscita dalla conferenza stampa”, ha replicato la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ai cronisti, uscendo dalla sede della Stampa estera.

Gli atti amministrativi prodotti dalla Giunta capitolina sul progetto dello Stadio dell’As Roma non sono oggetto dell’indagine della Procura di Roma. Anche il sindaco Virginia Raggi non c’entra nulla con il procedimento. A riferirlo è il sostituto procuratore della Procura di Roma Paolo Ielo

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Nuovo stadio della Roma, 9 arresti per corruzione: coinvolti politici e imprenditori

Per quanto riguarda il resto della vicenda, i militari dell’Arma, gli uomini del Nucleo investigativo del Comando provinciale capitolino, hanno eseguito una misura cautelare, emessa dal gip di Roma, nei confronti di nove persone, di cui sei in carcere e tre ai domiciliari. Tra i nove arrestati ci sono politici e imprenditori. Tra gli arrestati nell’indagine sul nuovo stadio della Roma compaiono anche il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi, di Forza Italia, l’imprenditore Luca Parnasi, il presidente di Acea Luca Lanzalone (che ha seguito in altra veste il dossier sull’impianto sportivo che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle). Ai domiciliari l’ex assessore regionale con delega all’Urbanistica Michele Civita, del Pd, attuale consigliere regionale.

C’è anche Davide Bordoni, capogruppo capitolino di Forza Italia, e Mauro Vaglio, presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma, fra gli indagati nell’inchiesta sullo stadio della Roma. Su Bordoni c’è un’intercettazione nelle mani degli inquirenti in cui si farebbe riferimento a una tangente ma senza parlare dell’importo.

Gli arresti sono stati eseguiti pochi giorni prima dell’approdo in Assemblea capitolina della maxi-variante urbanistica. Il provvedimento avrebbe dovuto concedere ai proponenti migliaia di cubature in più rispetto a quanto previsto dal Piano regolatore generale nell’area di Tor di Valle, a forte rischio inondazioni. Il Movimento 5 Stelle, gruppo di maggioranza, avrebbe voluto portare la delibera in Aula Giulio Cesare entro fine luglio, in tutta fretta, insieme alla convenzione urbanistica, in modo da far iniziare i lavori entro fine anno, come più volte chiesto dai privati. I pentastellati nella campagna elettorale delle Amministrative 2016 si erano comunque opposti all’operazione sportivo-immobiliare.

STADIO DELLA ROMA: L’INCHIESTA E I 100 MILA EURO PER LANZALONE

Denaro, consulenze fittizie, assunzioni e aiuti per trovare case ed uffici. Sarebbero queste le promesse che garantiva il gruppo di Luca Parnasi affinché il progetto dello Stadio della Roma proseguisse senza intoppi il proprio iter tra Comune e Regione. Secondo la procura il gruppo dell’imprenditore finito in manette stamani, avrebbe così tentato di ‘oliare’ i vari passaggi dal 2017 in poi. L’avvocato Luca Lanzalone (ora agli arresti domiciliari)  avrebbe ricevuto una promessa di incarichi del valore di 100mila euro per il suo studio legale. A Michele Civita (arresti domiciliari), consigliere regionale ed ex assessore nelle giunte Zingaretti prima alla Provincia e poi alla Regione, sarebbe invece stata promessa l’assunzione del figlio in una società del gruppo Parnasi. Adriano Palozzi (arresti domiciliari), di Forza Italia, vicepresidente del Consiglio Regionale, sarebbero arrivati 25mila euro attraverso una fattura per operazioni inesistenti.

Il progetto del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle, nato nella passata consiliatura, prevedeva inizialmente un milione di metri cubi di cemento in un’area destinata dal Piano regolatore a un parco attrezzato. Lo stadio della società giallorossa avrebbe rappresentato appena il 14% delle cubature, tutto il resto sarebbe stato destinato a negozi, uffici, alberghi e ristoranti. La nuova amministrazione M5S poi a febbraio 2017 ha trovato un accordo con i privati riducendo parzialmente le volumetrie, che comunque superano ampiamente i limiti del piano regolatore. Sono state anche sforbiciate diverse opere pubbliche previste a carico dei proponenti.

 

Nuovo stadio della Roma, le reazioni

“Chiunque ha sbagliato deve pagare. Noi non guardiamo in faccia a nessuno”, ha detto il ministro delle infrastrutture, Danilo Toninelli. “Per quanto riguarda la faccenda dell’indagine siamo molto preoccupati. Non ho informazioni per poterla commentare. Quello che mi viene da ribadire è che la battaglia che il M5s ha fatto per far sì che la colata di cemento che doveva cadere a norma del primo progetto del Pd, di cui lo Stadio era solo una minima parte, è stata enormemente limitata e questo è un successo”.

“La Roma non fatto nulla di male, siamo stati trasparenti: non vedo perché il progetto stadio si debba fermare, tutti lo vogliono e si deve andare avanti. Risolveremo tutto”. A parlare è il presidente della Roma James Pallotta. La società giallorossa non è minimamente coinvolta nell’indagine. “Se ho sentito Parnasi? Non credo che in cella si possano usare i telefonini”. Cosa succede se l’inchiesta fermerà il progetto stadio? “Vorrà dire che verrete a trovarmi a Boston..”. ha risposto.

(Immagine di copertina del rendering del progetto definitivo dello stadio dell’AS Roma a Tor di Valle. Credit: ANSA / Ufficio stampa Comin & Partners)