Non solo Spagna, anche la Corsica si propone per accogliere i migranti dell’Aquarius

di Redazione | 12/06/2018

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Il presidente dell’Assemblea di Corsica, l’indipendentista esponente del nazionalismo corso Jean-Guy Talamoni, ha proposto questa notte di fornire alla nave Aquarius con a bordo 629 migranti, bloccata da tre giorni nel Mediterraneo, l’accoglienza di uno dei porti dell’isola. «L’Europa – ha scritto in un tweet – deve affrontare la questione umanitaria in modo solidale. Tenuto conto della localizzazione della nave e dell’emergenza, la mia opinione è che sarebbe naturale aprire un porto corso per dare soccorso a queste persone in difficoltà». Ma anche il presidente dell’altra istanza corsa, il Consiglio esecutivo, Gilles Simeoni, ha proposto di accogliere la nave: «Mancanza di viveri – ha twittato – cattive condizioni meteorologiche, e porto spagnolo troppo lontano: di fronte all’emergenza, il consiglio esecutivo della Corsica propone a SOSMedFrance di accogliere l’Aquarius in un porto corso».

La Corsica si propone per accogliere i migranti della nave Aquarius

Si tratta di una nuova importante manifestazione di disponibilità ad accogliere i naufraghi. La situazione, dopo la chiusura dei porti italiani ordinata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, si è comunque sbloccata, ieri sera, con l’annuncio del premier spagnolo Pedro Sanchez. «È nostro obbligo – ha dichiarato – aiutare a evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone. Si tratta di un segnale affinché la Spagna rispetti gli impegni internazionali in materia di crisi umanitarie». I migranti verranno quindi accompagnati nel Paese iberico, a Valencia. Nessuna reazione, invece, dall’inizio del braccio di ferro tra Italia e Malta, è arrivata da parte delle autorità francesi.

 

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Il porto sicuro è Valencia

«#Aquarius ha ricevuto conferma: il porto sicuro è #Valencia. I rifornimenti sono a bordo», ha comunicato in un tweet Sos Mediterranee. «I team sono sollevati che si inizi a trovare una soluzione sebbene il risultato sia il prolungamento del tempo in mare non necessario per i naufraghi e una riduzione dei mezzi di soccorso». Stamattina Sos Mediterranee aveva anche comunicato il trasferimento dei migranti della Aquarius a Valencia «su navi italiane».

Oltre 500 su navi italiane

«Le condizioni meteo nei prossimi giorni vanno a deteriorarsi per cui non potremo affrontare questo trasporto con tutte le persone a bordo. La soluzione che è stata individuata da Roma è di affidare 500 dei nostri soccorsi alla nave Dattilo della Guardia Costiera e a una nave della marina di cui non sappiamo ancora l’identificativo», ha dichiarato stamattina Alessandro Porro, a bordo della nave Aquarius, durante la trasmissione Agorà, dopo avere confermato che «Valencia è stato indicato come porto sicuro».

«Siamo a ventisette miglia a Nord Est di Malta, abbiamo ricevuto questa mattina dei rifornimenti da parte di una nave italiana e abbiamo anche ricevuto la conferma scritta dal MRCC di Roma che il nostro rapporto safety sarà a Valencia», ha aggiunto Porro. «Dal nostro punto di vista questo non è l’uso migliore e razionale delle risorse SAR perché in un momento in cui tutte queste imbarcazioni che dovrebbero fare soccorso in un posto in cui la gente muore, sono in realtà impegnate in un trasferimento lungo, che richiede giorni, questo inficia la capacità di soccorso e quindi ci dispiace pensare che questa situazione comporterà degli altri morti».

(Foto di copertina della nave Aquarius da archivio Ansa. Credit immagine: collaboratrice Roberta Grassi – 14 settembre 2016)

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