Messico, napoletani scomparsi. «Siamo vicini alla svolta»

di Redazione | 11/06/2018

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Ci sarebbe una svolta nel caso dei tre italiani scomparsi in Messico. L’avvocato Claudio Falleti, legale delle famiglie degli scomparsi di cui non si hanno ormai più notizie dal 31 gennaio scorso, rivela che «dai fascicoli delle indagini condotte dalla Procura, emergono fatti chiari e trasparenti: i responsabili ora hanno dei nomi e dei cognomi e anche la vicenda è stata ricostruita perfettamente. La verità è a portata di mano».

Domani pomeriggio, a Montecitorio, fa sapere ancora l’avvocato Falleti, il presidente della Camera, Roberto Fico riceverà il legale e una delegazione dei congiunti delle famiglie Russo e Cimmino composta dal figlio e dalla cognata di Raffaele Russo e dalla moglie di Vincenzo Cimmino. «Vogliamo che lo Stato ci dia quella forza in più per chiudere il cerchio», ha dichiarato Falleti, «dai responsabili di quella sparizione, che sono stati individuati, vogliamo sapere dove sono i nostri connazionali. Non deve trascorrere altro tempo inutilmente, ormai sono passati quattro mesi. La campagna elettorale è finita. C’è un governo e la politica ora non ha più scuse. Tutti gli attori di questa vicenda hanno nomi e cognomi e, quindi, è il momento di assumersi tutti le proprie responsabilità. Arriviamo tutti per fare finalmente luce su questa vicenda».

Antonio Russo e Vincenzo Cimmino, due dei tre italiani scomparsi lo scorso anno in Messico, sono stati fermati e presi da alcuni poliziotti in prossimità di un distributore di benzina e condotti in una località di montagna dove ad attenderli c’era il vice capo della polizia di Jalisco, Hilario Farias Mejia, e don Angel, personaggio legato alla malavita locale. Don Angel «era a bordo di un suv rosso senza targa, ben vestito e con un dente di platino». I due cugini stavano cercando Raffaele Russo, padre di Antonio e zio di Vincenzo, sparito nel nulla qualche ora prima.