Tutta Italia parla di Aquarius, tranne Giuseppe Conte: «Non ho notizie da darvi»

di Redazione | 11/06/2018

governo Conte

Tutta Italia discute della gestione dei flussi di migranti e in particolare del caso Aquarius, la nave con a bordo oltre 629 persone che da sabato notte è in attesa del permesso di attraccare in uno dei nostri porti. L’alt del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che chiede che sia Malta a soccorrere gli stranieri, ha scatenato un nuovo duro scontro politico. Con qualche silenzio di troppo. Il presidente del Consiglio, colui che secondo la Costituzione – è bene ricordarlo- «dirige la politica generale del governo e ne è responsabile» e «mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri», durante tutta la mattinata ha preferito non esporsi. Lasciando campo libero ai suoi vice, azionisti della maggioranza che sostiene l’esecutivo.

Migranti, Conte: «In costante contatto telefonico, oggi vi deluderò, non ho notizie da darvi»

Mentre gli esponenti di M5S e Lega dettavano la linea, il premier  Giuseppe Conte non entrava nel merito della vicenda. In visita ad Amatrice, in mattinata, avvicinato dai giornalisti, si è limitato a dire: «Sono in costante contatto telefonico, ma oggi vi deluderò, non ho notizie da darvi». Stop. Nient’altro. Nessun aggiornamento e nessun chiarimento, nelle stesse ore in cui continuava un botta e risposta tra chi si mostrava orgoglioso il suo pugno di ferro e chi evidenziava che esiste un’emergenza umanitaria.

 

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Mentre Salvini twittava e il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli interveniva a Sky per affermare che l’azione del nostro Paese «non è disumana» ma «di buon senso», il presidente del Consiglio attendeva, dando l’impressione di ascoltare più che dirigere. Gli alimenti per i migranti a bordo di Aquarius cominciavano a scarseggiare. I suoi ministri parlavano di necessità di riaprire un dibattito con i partner europei sulla redistribuzione di chi viene salvato nel Mediterraneo. L’opposizione intanto rivendicava le scelte compiute quando era al governo. Con il ministro dell’Interno Minniti – ha detto stamane l’ex titolare delle Infrastrutture Graziano Delrio – discutemmo di chiudere i porti «in presenza di una gravissima emergenza: erano arrivati 12mila migranti in due giorni». «Siccome i porti si possono chiudere solamente in presenza di gravi motivi di ordine pubblico, questo stabilisce il codice della navigazione, nonostante ci fossero problemi di accoglienza e ovviamente di sicurezza – ha detto ancora l’esponente Pd – si valutò e io dissi che le condizioni dei nostri porti erano sufficientemente adeguate per poter permettere l’attracco. Poi abbiamo lavorato per evitare che queste cose si ripetessero, tanto è vero che gli sbarchi sono calati dell’85%».

 

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Una dichiarazione, Conte l’ha rilasciata ieri sera. L’Italia – ha detto il capo del governo – «si ritrova ad affrontare in totale solitudine l’emergenza immigrazione. Ho posto il problema a tutti i partner europei nel corso del G7. Il regolamento di Dublino va radicalmente cambiato». Il premier ha detto anche di aver anche contattato il premier maltese Joseph Muscat, che non gli ha però assicurato alcun intervento, neanche in chiave umanitaria. «Si conferma l’ennesima indisponibilità di Malta, e dunque dell’Europa, a intervenire. Abbiamo comunque disposto l’invio di due motovedette con a bordo medici pronti a intervenire per garantire la salute dei passeggeri dell’Aquarius che dovessero averne bisogno». Poi la parola ai ministri.

 

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Il Pd: «Il premier riferisca in Parlamento»

Intanto i Democratici chiedono che Conte riferisca in Parlamento. Il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci stamattina ha fatto sapere: «Ho appena chiesto alla presidente del Senato, Casellati, a nome del gruppo Pd, di convocare in Aula il premier Conte già nella seduta di domani o comunque in tempi brevissimi, in merito alla chiusura dei porti italiani alla nave Aquarius». «La posizione del governo italiano non è più sopportabile, ed è in palese violazione – ha accusato ancora Marcucci – della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e del codice della navigazione».

«#Contenonconta»

Il deputato Dem Emanuele Fiano invece, in un tweet (lanciando l’hashtag #Contenonconta) ha attaccato: «Su migranti il silenzio del Premier Conte è inquietante. Da oltre 3 mesi l’Italia non ha un presidente del Consiglio. Conte è un ospite che chiede il permesso su tutto a Di Maio che poi chiede il permesso a Salvini. Che gli fa cancellare i post di Nogarin M5S».

(Ultimo aggiornamento alle 15.00 dell’11 giugno. Foto di copertina da archivio Ansa. Conte alla Camera. Credit immagine: ANSA / ETTORE FERRARI)