Matteo Salvini critica le paure infondate di Liliana Segre sui rom

di Andrea Mollica | 06/06/2018

Salvini

Matteo Salvini non ha apprezzato l’intervento di Liliana Segre durante la discussione in aula sulla fiducia al governo Conte. La senatrice a vita, nominata dal presidente della Repubblica Mattarella, ha annunciato la sua ferma contrarietà a leggi speciali contro popolazioni nomadi e rom.

Salvini definisce infondate le paure di Liliana Segre sui rom

«Sono paure infondate. Faremo in modo che rom e sinti rispettino le leggi normali, ad esempio per quanto riguarda il divieto di sfruttare i minori. Penso che su questo la senatrice Segre sia assolutamente d’accordo con me», ha detto Salvini in merito all’intervento della senatrice a vita. La replica, severa anche se rispettosa, del ministro degli Interni evidenzia anche una divisione col presidente del Consiglio Conte. Il capo del governo aveva definito un regalo l’intervento di Liliana Segre, salutato con la più calorosa delle accoglienze all’interno dell’aula del Senato della Repubblica. Salvini invece, in quanto leader della Lega e responsabile della sicurezza pubblica, ha preferito polemizzare, in modo garbato, contro chi ha prospettato possibili norme speciali contro rom e minoranze etniche.

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Liliana Segre in Senato durante il voto di fiducia al Governo, Roma 5 giugno 2018. ANSA/ANGELO CARCONI

L’intervento di Liliana Segre apprezzato da Giuseppe Conte

Liliana Segre non ha esplicitato a chi si stesse rivolgendo quando ha affermato che «mi rifiuto di pensare che oggi la nostra società democratica possa essere sporcata da leggi speciali nei confronti delle popolazioni nomadi. Se dovesse accadere, mi opporrò con tutte le forze che mi restano». Il riferimento a Salvini è però apparso ovvio alla maggior parte degli osservatori, visto quanto ha contato nel successo mediatico del leader della Lega la sua propaganda contro i campi abusivi dei rom, da abbattere con la ruspa diventata uno dei suoi simboli.  La replica pubblicata dal Fatto Quotidiano rappresenta una conferma di chi fosse il destinatio del messaggio della senatrice a vita.