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La ministra della Difesa Trenta ha chiesto il trasferimento di suo marito capitano

La ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, al suo primo giorno al dicastero a Palazzo Baracchini, ha chiesto il trasferimento, a decorrere da oggi, di suo marito, il capitano dell’esercito Claudio Passarelli, da ufficiale addetto alla segreteria del vicedirettore nazionale degli armamenti all’ufficio Affari Generali.

La ministra della Difesa Trenta chiede il trasferimento del marito, il capitano Passarelli

Secondo fonti del ministero della Difesa citate dall’Ansa si tratta di uno spostamento richiesto «per questioni di opportunità». Il ruolo di Passarelli aveva generato, dall’opposizione, accuse di conflitto di interessi nei confronti della ministra. Secondo fonti vicine alla ministra Trenta, citate sempre dall’agenzia di stampa, il capitano Passarelli nonostante non si sia mai occupato di acquisti o contratti sarà comunque spostato all’ufficio Affari Generali, retto da un dirigente civile, che sovrintende alle esigenze organizzative e logistiche del funzionamento del segretariato generale.

 

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Come raccontato dai giornali in questi giorni, il marito della ministra della Difesa Trenta fino ad oggi ha ricoperto il ruolo di capo segreteria al Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti, la struttura che decide gli appalti. È stato anche indicato come aiutante nell’ufficio del generale Carlo Magrassi, a Segredifesa, la direzione degli armamenti terrestri. Sarebbe stato anche il capitano, non appena appresa la notizia della nomina a ministro della moglie, a chiedere un affidamento ad altro incarico.

Anzaldi (Pd): «Le denunce di conflitto di interessi erano fondate»

Il trasferimento di Passarelli non è passato inosservato all’opposizione, che non esita a lanciare frecciate alla titolare del dicastero. «La decisione della neoministra della Difesa Trenta – ha scritto il deputato Pd Michele Anzaldi su Facebook – di trasferire di ufficio il marito, capitano dell’esercito impiegato presso il ministero, è la conferma che le nostre denunce di conflitto di interessi erano pienamente fondate, sebbene siano state accolte nel totale silenzio del premier Conte, dei vice Di Maio e Salvini e dei maggiori esponenti M5s, a partire da Grillo e Di Battista». «Ma – ha continuato il parlamentare – siamo di fronte ad un semplice palliativo che serve a confondere ancora di più le acque: la ministra faccia chiarezza sui suoi rapporti con il settore privato della guerra, sulle attività di reclutamento di mercenari da parte della società per cui lavora da 21 anni e sui suoi rapporti con i servizi segreti».

Chi è la ministra della Difesa Elisabetta Trenta

La nuova ministra della Difesa Elisabetta Trenta, 50 anni, è considerata estremamente competente nelle materie specifiche amministrate dal suo dicastero. Laureata in Scienze Politiche, ha due master, uno in cooperazione internazionale e uno in intelligence e sicurezza. È docente universitaria e ricercatrice in materia di sicurezza e difesa presso il Centro Militare di Studi Strategici. Da anni si occupa di progetti di cooperazione in aree difficili con l’organizzazione non profit SudgestAid. È una militare, con il grado di capitano della riserva selezionata dell’Esercito. Ha operato nell’ambito della sicurezza militare internazionale in Iraq, Libano e Libia. Tra 2005 e 2006 è stata è stata consigliera politica della Farnesina in Iraq. È arrivata al governo da indipendente. Era stata indicata come ministra della Difesa già prima delle elezioni politiche, nella lista dei ministri presentata a pochi giorni dal voto dal candidato premier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio.

(Foto da archivio Ansa: Elisabetta Trenta e Giuseppe Conte. Credit immagine: ANSA / ANGELO CARCONI)