Salvini documenti riservati
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Salvini si fa fotografare con un documento riservato del ministero dell’Interno e si legge tutto

Possiamo definirla senz’altro una leggerezza. Ma in altri Paesi, probabilmente, una foto del genere avrebbe gettato ombre lunghissime sul politico direttamente interessato, minandone inevitabilmente l’affidabilità. Matteo Salvini si fa fotografare mentre sta leggendo dei documenti riservati del ministero dell’Interno, di cui è titolare da venerdì 1° giugno, giorno del giuramento del nuovo esecutivo di Giuseppe Conte. La foto è stata pubblicata sui social network dal giornalista del Corriere della Sera Marco Castelnuovo.

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Salvini documenti riservati fotografati: cosa contengono

Successivamente, con un piccolo espediente di post-produzione fotografica, i documenti sono diventati leggibili e sono stati pubblicati sui social network.

I documenti del ministero dell’Interno – classificati nell’intestazione come «riservati» – contenevano una missiva del Capo della Polizia Franco Gabrielli e avevano come oggetto le misure di pubblica sicurezza da prendere nel caso dell’approssimarsi di alcune festività a carattere religioso.

Salvini documenti riservati, la replica del Partito Democratico

La leggerezza di Salvini è stata prontamente notata dal Partito Democratico, che ha affidato a Michele Anzaldi la sua replica: «L’esordio di Matteo Salvini da ministro dell’Interno è davvero da dimenticare – scrive il deputato sui social network -: con la sua mania di farsi fotografare per avere qualche click in più sui social ha addirittura reso pubblici documenti riservati del Viminale. Un pressappochismo mai visto».

Qualcuno ha fatto anche notare l’atteggiamento «sveglio» di Matteo Salvini all’interno della foto (la sua faccia sembra letteralmente stravolta dalla stanchezza) e sottolinea anche il dettaglio della penna a sfera impugnata dal ministro dell’Interno, senza però che questa abbia lasciato anche una sola traccia sul documento. Insomma, una foto per i fotografi più che una reale sessione di studio dei documenti «riservati».