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Le buche di Roma fermano il Giro d’Italia, ora indaga la Corte dei Conti

Il caso delle buche sulle strade di Roma che domenica scorsa hanno costretto il Giro d’Italia a fermarsi (con le neutralizzazione della tappa, ovvero con l’annullamento dei distacchi tra gli atleti) non è passato inosservato alla Corte dei Conti. Dopo il congelamento della gara, l’ultima frazione della corsa rosa, i magistrati contabili hanno deciso di approfondire quanto accaduto, e in particolare quanto sono costati alle casse pubbliche i lavori di rifacimento del manto stradale in occasione dell’evento sportivo.

A Roma le buche a Roma fermano il Giro d’Italia, la Corte dei Conti indaga sui lavori

Gli approfondimenti sono stati appena avviati. Ne parla oggi il Corriere della Sera con un articolo a firma di Ilaria Sacchettoni:

Il pubblico ministero contabile Ugo Montella ha delegato alla Guardia di Finanza alcune verifiche: è probabile che i rammendi last minute sull’asfalto capitolino abbiano prodotto costi aggiuntivi per le casse comunali. Come accade a chi si trova ad affrontare con il criterio dell’urgenza anziché della programmazione. Oltre al danno per gli organizzatori ci sarebbe, insomma, quello per i cittadini.

Sono circolate anche alcune cifre. Si era parlato di 100mila euro di spesa per garantire ai ciclisti di correre senza difficoltà. Ma le voci sono varie. Il Corriere precisa che l’inchiesta della Corte dei Conti è una tranche di approfondimenti più estesi che riguarda le gare d’appalto per la manutenzione delle strade della Capitale degli ultimi 5 anni.

(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / DANIEL DAL ZENNARO)