Totoministri, retrocessi i ‘dimaiani’ Vincenzo Spadafora e Laura Castelli

di Redazione | 26/05/2018

vincenzo spadafora

Nella complicata partita della composizione della squadra di governo M5S-Lega c’è qualche deputato ‘dimaiano’ che fa un passo indietro. È il caso di Vincenzo Spadafora e Laura Castelli, indicati nei giorni scorsi come possibili titolari di un dicastero di primo piano. Quello dell’Istruzione, nel primo caso, e quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel secondo. Per motivi diversi, ora i due parlamentari sembrano esclusi dagli incarichi più ambiti.

Vincenzo Spadafora e il veto degli ortodossi

Spadafora, considerato il braccio destro del capo politico Luigi Di Maio, già responsabile delle sue relazioni istituzionali alla Camera dei Deputati, è poco gradito all’area degli ortodossi del Movimento 5 Stelle. Stando a quanto racconta Il Corriere della Sera in un articolo a firma di Alessandro Troncino sarebbe stato anche Alessandro Di Battista, l’esponente più movimentista, a suggerire a Di Maio di evitare di promuovere Spadafora al ruolo di ministro, esprimendo una posizione condivisa anche da Beppe Grillo. I rischi di una promozione del deputato campano, eletto nel collegio di Casoria, in provincia di Napoli, sono legati alla sua carriera e alle collaborazioni con diversi partiti. Il parlamentare pentastellato, indicato nei giorni scorsi anche come possibile sottosegretario alla presidenza del Consiglio, è stato presidente dell’Unicef ma ha iniziato la gavetta come presidente di un governatore dell’Udeur. Poi ha lavorato per i Verdi. È stato capo della segreteria di Francesco Rutelli ai tempi in cui era Ministro dei Beni Culturali. Ha avuto una relazione stretta con Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo. La base meno moderata, quella più marcatamente anti-establishment, non capirebbe. «Non farò parte del governo. E non sto scherzando», ha affermato lui.

Laura Castelli e le mail anti-Di Maio

Castelli, intanto, viene penalizzata dalla vicenda delle mail anti-Di Maio e anti-Di Battista. Ieri Repubblica ha riportato il contenuto di un carteggio via mail che la deputata ha intrattenuto qualche anno fa con Nicola Biondo e Marco Canestrari (due ex fedelissimi di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, autori del libro rivelazione sul Movimento 5 Stelle ‘Supernova’), messaggi in cui esprimeva giudizi impietosi sui big del M5S e sul loro modo di gestire il Movimento. Di Maio ad esempio veniva descritto come «ricettore di tutti i gossip e i malumori». «Racconta una storia interna – scriveva la parlamentare – e raggiungerai il paradiso per sempre, entrando nelle sue grazie». Come racconta ancora Repubblica in un articolo di Giovanna Vitale, ieri il capo della comunicazione dei Cinque Stelle Rocco Casalino avrebbe dato ai suoi ordine di convocare la Castelli per stabilire la linea da adottare. E alla deputata sarebbe stato consigliato di non commentare la pubblicazione del contenuto delle mail, non di smentire ma di far finta di nulla, per mettere tutto a tacere. la parlamentare no Tav, dopo essere stata retrocessa dalle Infrastrutture e Trasporti alla Pubblica Amministrazione, rischia di dover compiere un altro passo indietro. Potrebbe accontentarsi di un ruolo di sottogoverno.

(Foto di copertina: combo con immagini Ansa)