Il grande bluff de L’Unità: il quotidiano di Gramsci «rivive» solo per un giorno

di Redazione | 24/05/2018

L'Unità

I collezionisti – a questo punto potremmo definirli feticisti – de L’Unità potranno arricchire la loro bacheca di pezzi rari. Domani, 25 maggio 2018, L’Unità andrà in edicola. Ma sarà un caso più unico che raro: il Gruppo Pessina, infatti, ha deciso di dare alle stampe una edizione straordinaria del quotidiano fondato da Antonio Gramsci per evitare che la testata decada.

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Perché L’Unità torna in edicola il 25 maggio

Recita, infatti, la legge sulla stampa (la famosa 47/1948): «l’efficacia della registrazione cessa qualora si sia verificata nella pubblicazione una interruzione di oltre un anno». L’ultimo numero de L’Unità, ormai, risale al 2 giugno del 2017. Il giornale che uscirà domani in edicola, quindi, sarà una sorta di salvataggio in calcio d’angolo di una situazione che si sta trascinando nelle aule e nei corridoi dei tribunali da troppo tempo.

La testata L’Unità, svuotata anche del suo archivio online, era stata messa all’asta, partendo da una base di 300mila euro. La circostanza, tuttavia, è stata evitata dal pagamento – da parte dello stesso Gruppo Pessina – di 200mila euro di stipendi arretrati. Le procedure per l’asta, dunque, sono state bloccate. Al numero unico del 25 maggio 2018 stanno lavorando in tutto quattro persone (tre giornalisti e un grafico) alla guida del direttore Luca Falcone, un tempo addetto stampa della Pessina.

Quale futuro per L’Unità?

La tiratura del numero speciale sarà di 2000 copie, distribuite nelle edicole di Roma e di Milano. Un vero e proprio doloroso ridimensionamento che, tra l’altro, non sembra avere una continuità all’orizzonte. La manovra in extremis fatta dall’editore della testata simbolo della sinistra italiana (che, attualmente, non ha più alcun rapporto con il Partito Democratico) rappresenta una sorta di esca lanciata nel mondo dell’imprenditoria editoriale: la speranza del Gruppo Pessina è che qualcuno possa farsi avanti per acquistare il giornale.

Nel frattempo, resta la desolazione di un numero confezionato in fretta e furia, che di certo non aumenta il prestigio della testata che, lo ricordiamo ancora una volta per ridarle il lustro che le spetterebbe, è stata fondata da Antonio Gramsci. «Siamo contenti che la proprietà abbia provveduto a non far decadere la testata e la redazione si è messa a disposizione per confezionare questo numero speciale – spiega il comitato di redazione de L’Unità -. Tuttavia, il ritorno in edicola per un giorno non fuga in nessun modo i nostri dubbi sul futuro del giornale e dei suoi lavoratori».

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