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È tornata in Italia Farah, la ragazza portata dalla famiglia in Pakistan per costringerla ad abortire

Farah, la ragazza pakistana residente a Verona, è atterrata all’aeroporto di Malpensa alle 7.30 ora italiana. Come dichiarato dal ministro degli Esteri Angelino Alfano, ora si trova in un luogo sicuro.

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La studentessa di 19 anni doveva frequentare l’ultimo anno di liceo nella città veneta ed era rimasta incinta del suo fidanzato, anche lui di origine pakistana ma adottato da una famiglia italiana.

La decisione di tenere il bambino non è piaciuta alla famiglia di lei, che aveva anche chiesto di anticipare l’esame di maturità per non perdere l’anno. Così a febbraio è stata portata in Pakistan con l’inganno e costretta ad abortire.

Dopo mesi di incertezza sulle sue condizioni, la settimana scorsa le autorità pakistane in coordinamento con l’ambasciata italiana di Islamabad hanno rintracciato Farah, sorvegliata a vista dai famigliari. Queste le prime parole rivolte ai soccorritori: “Grazie, non posso crederci, mi avete trovata. Fatemi tornare subito in Italia“.

La ragazza, nelle settimane trascorse in Pakistan, è riuscita a contattare il suo fidanzato e le amiche, come testimoniano alcuni messaggi inviati:

Mi hanno fatto una puntura e hanno ucciso il mio bambino. Mio padre vuole che mi sposi qui

Intanto Farah è stata ascoltata dalla questura di Verona per capire se ci siano dei margini di indagini per compiere ipotesi di reato e valutare se ci siano soggetti perseguibili in Italia.

Christian, il fidanzato della ragazza, ha commentato a caldo la notizia del rimpatrio: “Non l’ho ancora sentita, non so dove sia adesso, ma spero di poter vederla presto“.

(Foto credits: Ansa)

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