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Marco Travaglio contro il governo Di Maio-Salvini condizionato dal delinquente Berlusconi

Marco Travaglio ha bocciato l’accordo tra Di Maio e Salvini per avviare un nuovo governo. In un editoriale del Fatto Quotidiano intitolato “Larghe fraintese” il direttore della testata evidenzia come l’esecutivo politico tra M5S e Lega possa essere perfino più oscuro rispetto al governo neutrale proposto dal presidente dellaRepubblica per uscire dallo stallo post-elettorale.

 

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Screenshot della prima pagina del Fatto Quotidiano

Marco Travaglio contro il governo Di Maio Salvini condizionato dal delinquente Berlusconi

«Il governo 5Stelle-Lega, salvo chiarimenti dell’ultima ora, rischia di essere ancora più oscuro, perché poggia le fondamenta su un equivoco grosso come una casa: il ruolo di Berlusconi, delinquente naturale, pregiudicabile ineleggibile e interdetto», scrive Travaglio, che definisce una pagliacciata mai vista in Italia l’astensione benevola, critica, oppure il voto contrario indicata da Forza Italia per mantenere comunque l’alleanza con la Lega, paragonata ai matrimoni dove si autorizzano le corna tra coniugi. «Come sempre quando c’è di mezzo B., c’è quella oscura. Che è ancora peggio: oscena, nel vero senso della parola (fuori scena)», ribadisce il direttore del Fatto Quotidiano nell’editoriale.

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Marco Travaglio espone tre tesi per il sì di Berlusconi  a un governo che aveva osteggiato per più di due mesi:

«Delle due l’una. O solo perché ha paura del voto. O anche perché ha ottenuto quelle “garanzie”che ha sempre preteso dai governi non suoi per non scatenare la guerra termonucleare: favori a Mediaset e nessuna norma contro le quattro ragioni sociali della sua banda (corruzione, evasione fiscale, mafia e conflitto d’interessi). E chi può avergliele date?Ovviamente Salvini che, con Di Maio, tratta per conto di tutto il centrodestra. E qui casca l’asino con tutta la foglia di fico: trattare con Salvini-e-basta è un conto, trattare con Salvini che tratta anche per conto di B. è tutt’altro…Ma c’è anche una terza ipotesi: che Salvini e B. siano d’accordo a menare il can per l’aia, facendo partire il governo e poi rinviando alle calende greche le scelte scomode (per B.), contando sull’istinto di sopravvivenza dei parlamentari e rendendo vieppiù impopolare una rottura. La cui colpa ricadrebbe sul M5S gabbato. Per la gioia del Pd renziano, che infatti ieri sprizzava gaudio da tutti i pori per un governo che lo lascerebbe solo all’opposizione a lucrare sugli auspicati litigi e pasticci di un governo tanto eterogeneo».

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Luigi Di Maio, intervistato da Marco Travaglio, in occasione della festa del Movimento 5 Stelle presso il Parco Peccei, Torino, 10 settembre 2017. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

 

Per l’editorial sul Fatto Quotidiano di Travaglio l’unico perdente che si profila è il M5S, visto che senza un chiarimento su nomi dei ministri di Giustizia e Telecomunicazioni e recepimento delle battaglie storiche pentastellate sulla legalità Berlusconi rimane dentro a questo quadro politico come un cetriolo: «Al momento, con tutte queste ambiguità, il governo M5S-Lega conviene a Lega, B. e Pd, ma non al M5S e –quel che più conta –neppure agli italiani. Starà all’abilità di Di Maio rinunciare a ruoli ministeriali e guidare il gruppo parlamentare per stanare Salvini, incalzare il governo sul contratto e staccargli la spina al primo cenno di tradimento o di logoramento. Peggio delle larghe intese ci sono soltanto le larghe fraintese».