«Guernica non ritrae il bombardamento», l’autorevole teoria che riscrive la storia dell’arte

di Gianmichele Laino | 17/04/2018

Guernica non ritrae bombardamento

Esattamente 81 anni dopo il bombardamento che colpì la città di Guernica il 26 aprile 1937, una nuova rivelazione punta a stravolgere clamorosamente tutto quello che sappiamo su uno dei quadri più celebri di Pablo Picasso. «Guernica non ritrae bombardamento – afferma il professore di storia dell’arte José María Juarranz de la Fuente – ma è l’espressione della famiglia dell’artista». Lo scrive nel suo libro Guernica. La obra maestra desconocida, presentato alla stampa spagnola, francese e argentina. La sua teoria è stata messa in evidenza da uno dei principali quotidiani spagnoli, El Mundo, che oggi la riporta in prima pagina.

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Guernica non ritrae bombardamento, la nuova interpretazione

Secondo il professore di storia dell’arte che studia il celebre quadro di Pablo Picasso da 20 anni, tutto quello che sappiamo sulla tela va completamente riscritto. Il quadro – che sarebbe un ritratto di famiglia – è diventato simbolo della propaganda pacifista nel silenzio dell’autore. Persino il titolo non sarebbe attribuibile a Picasso, ma a un suo amico che, 20 giorni dopo il completamento del lavoro, esclamò guardandolo: «Guernica!». Questa circostanza è stata riferita da un testimone oculare della scena di «intitolazione» del dipinto.

L’opera, secondo quanto affermato da José María Juarranz de la Fuente, sarebbe molto più intima. Era già stata iniziata quando arrivò la commissione del Governo della Seconda Repubblica per l’Esposizione Universale e fissava su tela il percorso familiare dello stesso Picasso. «Prima l’artista era apolitico – ha affermato José María Juarranz de la Fuente – perché con Guernica avrebbe dovuto fare eccezione?».

Guernica non ritrae bombardamento, elementi autobiografici nel quadro

In Guernica, secondo lo storico dell’arte, sarebbero ritratti tre momenti chiave della vita dell’artista:  il terremoto di Malaga che visse a Natale nel 1884, quando, a tre anni, dovette precipitarsi a casa da sua madre, incinta di sua sorella Lola. Il secondo, il suicidio del suo amico Casagemas, che fu l’elemento scatenante che diede inizio alla «fase blu» della produzione artistica di Picasso. E il terzo, il processo di divorzio da sua moglie Olga.

Nel dipinto, inoltre, sarebbero ritratte cinque donne importanti per la vita di Picasso: la madre dolente del quadro sarebbe la sua amante occulta Marie Thérèse Walter, la sua amante ufficiale Dora Maar invece sarebbe stata rappresentata come l’uccello che chiede da mangiare, il cavallo – invece – sarebbe stato il modo di raffigurare sua moglie Olga Koklova dalla quale Picasso divorziò. Completano la galleria delle donne in Guernica la figlia del pittore Maya (i cui tratti sarebbero stati sovrapposti alla bambina morta presente nel quadro) e la madre dello stesso Picasso, dipinta con una lampada in mano.

L’altro dettaglio che José María Juarranz de la Fuente svela in maniera inquietante è che il famoso toro che svetta su tutta la scena non sarebbe altro che l’autoritratto dello stesso Picasso: «Il pittore ha detto che il toro rappresentava la brutalità – ha spiegato lo storico dell’arte -, ma ha sempre negato che rappresentasse il fascismo». La sua interpretazione è destinata a cambiare completamente una delle pagine più importanti della storia dell’arte mondiale.

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