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Sacchetti di plastica, si potranno portare da casa per la spesa di frutta e verdura

Sacchetti di plastica, dopo il parere del Consiglio di Stato sarà possibile portarli da casa. Il massimo tribunale amministrativo ha risposto alla richiesta del ministero della Salute sul parere chiesto in merito alla norma che aveva introdotto l’obbligo di pagare ai supermercati i sacchetti di plastica in materiale ultraleggero utilizzati abitualmente per l’acquisto di frutta e verduta.

Sacchetti di plastica, si potranno portare da casa per la spesa di frutta e verdura

L’imposizione di un extracosto, per quanto contenuto, sulla spesa aveva suscitato una forte polemica sui social media e sui media tradizionali. Secondo il Consiglio di Stato è possibile rispettare la normativa europea  e la legge che l’ha recepita all’interno del nostro ordinamento anche non obbligando il consumatore ad acquistare i sacchetti di plastica in materiale ultraleggero e biodegradabili nell’esercizio commerciale dove si compra la frutta e la verdura.

«L’utilizzo e la circolazione delle borse in questione – in quanto beni autonomamente commerciabili – non possono essere sottratte alla logica del mercato. Per tale ragione, non sembra consentito escludere la facoltà del loro acquisto all’esterno dell’esercizio commerciale nel quale saranno poi utilizzate, in quanto, per l’appunto, considerate di per sé un prodotto autonomamente acquistabile, avente un valore indipendente da quello delle merci che sono destinate a contenere. In questa prospettiva, è dunque coerente con lo strumento scelto dal legislatore la possibilità per i consumatori di utilizzare sacchetti dagli stessi reperiti al di fuori degli esercizi commerciali nei quali sono destinati ad essere utilizzati», scrive il Consiglio di Stato nel parere relativo all’affare 00263/2018.

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Il Consiglio di Stato ha rimarcato inoltre la possibilità di utilizzare buste alternative ai sacchetti in plastica ultraleggeri e biodegradibili, in coerenza con lo spirito della direttiva comunitaria che mira a disincentivare l’uso della plastica.

 

«La necessaria onerosità della busta in plastica, quanto meno indirettamente, vuole anche incentivare l’utilizzo di materiali alternativi alla plastica, meno inquinanti, quale in primo luogo la carta. Ne deriva, che deve certamente ammettersi la possibilità di utilizzare – in luogo delle borse ultraleggere messe a disposizioni, a pagamento, nell’esercizio commerciale – contenitori alternativi alle buste in plastica, comunque idonei a contenere alimenti quale frutta e verdura, autonomamente reperiti dal consumatore; non potendosi inoltre escludere, alla luce della normativa vigente, che per talune tipologie di prodotto uno specifico contenitore non sia neppure necessario», è evidenziato nel parere del Consiglio di Stato.

 

 

La valutazione di contenitori alternativi ai sacchetti di plastica biodegradibili spetterà agli esercizi commerciali, scrivono i magistrati amministrativi. Per far rispettare questo parere il ministero della Salute ora dovrà redigere un nuovo regolamento che consentirà ai consumatori di non acquistare i sacchetti di plastica biodegradibili.

 

Foto copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI