Gianluigi Paragone: Fabrizio Frizzi era vicino alla gente come i populisti anti Casta

di Redazione | 28/03/2018

mese morte Fabrizio Frizzi

Gianluigi Paragone, senatore del Movimento 5 Stelle, ha ricordato su Libero, testata con cui collabora da molti anni dopo esserne stato vicedirettore prima di iniziare la sua carriera in TV e in politica, Fabrizio Frizzi.

Gianluigi Paragone: Fabrizio Frizzi era vicino alla gente come i populisti anti Casta

L’intervento del senatore M5S è davvero particolare, perché traccia una similitudine tra il successo popolare del conduttore TV – come testimoniato dall’enorme commozione che la sua morte ha generato – e l’affermazione elettorale dei populisti. Gianluigi Paragone non si spinge ad affermare che Frizzi era un antesignano, o un corrispondente politico, di M5S – e Lega – ma il senso del suo ragionamento è quello. Tanto che Libero titola il suo pezzo “Fabrizio piaceva perché era  uno di noi”, che può essere inteso sia come personaggio del popolo ma pure noi nel senso più stretto di Paragone e politici populisti come lui.

«Frizzi vince oltre gli ascolti, commuove(nel senso etimologico del termine) e diventa il simbolo di chi resta coi piedi per terra, di chi sorride a costo di apparire esagerato nella sua vitalità (il donatore è esagerato per indole se ci pensate bene…). Ecco, lo stesso favore si trasferisce in politica nel momento in cui quello stesso popolo rompe il muro degli arroganti, dei rottamatori, dei professori, e si conforta nella saggezza popolare di chi frequenta i mercati (non quelli finanziari), di chi predica la morigeratezza del costume e l’oculatezza nelle spese. Di chi fa breccia nei cuori dei nonni perché pensa al futuro dei nipoti», rimarca il senatore M5S.

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Gianluigi Paragone purtroppo non si ferma a una similutine già forzata, e trasforma una riflessione di ricordo a Fabrizio Frizzi in una sorta di manifesto politico dei populisti anti Casta. «Dopo il tempo del leaderismo, torna il tempo del buonsenso: la riforma delle pensioni fatta non per assecondare Europa ma per consentire alle persone di riprendersi la parola “serenità” senza per questo fare gli scongiuri; il lavoro con diritti e buste paga che non siano una paghetta; le imprese liberate dal giogo di follie burocratiche e di banche che non fanno più le banche. Il voto delle recenti elezioni ha sancito la vittoria popolare; eppure vi è ancora chi si scaglia contro i populisti da talk show. Una politica nazionalpopolare è una Politica che rimette la società al centro, dopo a lungo schiacciata da altri interessi elitari. Nazionale e popolare perhé sottrae tutto ciò che è imposto.Essere “uno di noi” significa sconfiggere la logica della Casta, essere “uno di noi” significa immunizzarsi al tradimento di chi non è stato scelto ma è stato cooptato. Nessuno si commuoverà mai per i cooptati», conclude Paragone su Libero.

 

Foto copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO