Carles Puigdemont, l’insopportabile silenzio di Italia e Europa sulla Catalogna

di Andrea Mollica | 26/03/2018

Carles Puigdemont

Carles Puigdemont è stato arrestato in Germania mentre tornava in Belgio dalla Finlandia. L’ex presidente della Catalogna aveva lasciato Helsinki in macchina, invece che in aereo, per evitare i controlli dopo che la Spagna aveva rinnovato un mandato di cattura europeo nei suoi confronti.

Carles Puigdemont, l’insopportabile silenzio di Italia e Europa sulla Catalogna

Venerdì scorso la chiusura delle indagini contro gli indipendenti catalani aveva portato a nuovi arresti. La Germania ha spiegato che l’eventuale estradizione di Puigdemont sarà valutata solo sul piano giuridico, ovvero se in base alla normativa sul  mandato di cattura europeo esiste una compatibilità tra gli ordinamenti tedesco e spagnolo. In Belgio, dove l’ex presidente catalano era andato in esilio, difficilmente la magistratura avrebbe consentito l’estradizione.

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La questione catalana però non è giudicabile solo in base al diritto, ma è prima di tutto politica. La Spagna ha una normativa particolarmente severa contro l’indipendentismo, a causa dell’eredità franchista così come della lunga e sanguinosa lotta contro l’Eta. A differenza del secessionismo basco, che ha causato la morte di quasi mille persone, gli indipendentisti catalani si sono macchiati solo di aver svolto un referendum in aperto contrasto con la Costituzione e la legge spagnola.

 

Si può condannare al carcere chi si batte senza violenza per l’affermazione dei propri principi, delle proprie idee, per rispettare il mandato popolare ricevuto dal popolo sovrano nel momento del voto? Una maggioranza, relativa, dei catalani, vuole la secessione. Carles Puigdemont, Oriol Junqueras così come tutti gli altri leader ora in carcere oppure indagati hanno semplicemente perseguito un disegno politico che prosegue da molti anni e per il quale hanno ricevuto milioni di voti.

 

L’Unione europea si è rifiutata di commentare l’arresto dell’ex presidente catalano, ribadendo come la sua posizione non sia cambiata. Per l’UE, con sfumature tra i governi dei Paesi membri, la questione della Catalogna deve essere risolta dalla Spagna in base al suo diritto. Così ritiene anche l’Italia, ma questo evidentemente non basta.

 

Non siamo certo una testata sospettabile di simpatie leghiste, ma Matteo Salvini ha ragione quando dice che sulla Catalogna serve il dialogo, non le manette, e come su questa vicenda l’UE stia dimostrando il suo nulla. Non definiremmo mai nulla il processo di unificazione europea, ma sulla Catalogna serve una risposta politica forte da troppi mesi assente. I leader indipendentisti si sono meritati l’attenzione degli altri Paesi: hanno un vasto consenso popolare, ma l’hanno sempre utlizzato in modo responsabile, spegnendo ogni impulso alla violenza politica.

 

Foto copertina: Thierry Roge/Belga via ZUMA Press