Marcia contro le armi, anche la nipote di nove anni di Martin Luther King dice «I have a dream» | VIDEO

di Gianmichele Laino | 25/03/2018

Yolanda Renee King

Centinaia di manifestazioni imponenti in tutti gli Stati Uniti per dire basta alle armi. Da Washington, passando per altre 800 città americane, i cittadini sono scesi in piazza per difendere le proprie vite, in quella che è stata battezzata – appunto – «March for Our Lives». Nella capitale degli Stati Uniti c’erano almeno 800mila persone. Tra loro, la nipote di 9 anni di Martin Luther King, Yolanda Renee King. Il suo entusiasmo contagioso ha saputo infiammare la platea. Così piccola, eppure così carismatica.

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Yolanda Renee King, il video del suo discorso a Washington

«Così come mio nonno Martin Luther King, anche io ho un sogno – e cita il celebre «I have a dream», diventato simbolo della battaglia per i diritti civili e contro ogni tipo di pregiudizio razziale -: quando bisogna dire basta è basta: sogno un mondo che per lungo tempo non avrà bisogno di armi». La piccola Yolanda – non nuova a uscite in pubblico – ha saputo reggere benissimo la tensione: ha parlato con naturalezza davanti alle centinaia di migliaia di persone presenti alla manifestazione a Washington e ha strappato applausi e consensi.

Yolanda Renee King, ma non solo: gli altri momenti toccanti della March for Our Lifes

Davanti a lei c’era una folla incredibile: c’erano i giovani e gli studenti, che periodicamente piombano nell’incubo per le sparatorie che avvengono nei college americani; c’era chi chiede insistentemente alla Casa Bianca e al Congresso delle misure più restrittive in tema di possesso delle armi da fuoco, esprimendosi finalmente contro la lobby delle armi National Rifle Association. C’erano, soprattutto, i sopravvissuti alle stragi nelle scuole: uno dei momenti più toccanti della giornata si è verificato quando Emma Gonzales, sfuggita al massacro di Parkland in Florida, ha chiesto alla folla di restare in silenzio per 6 minuti e 20 secondi, l’esatta durata della sparatoria che ha provocato la morte di 17 persone innocenti.

La marcia ha rappresentato la più grande mobilitazione a livello mondiale contro l’utilizzo delle armi. Un messaggio di speranza per un Paese, gli Stati Uniti, che – da questo punto di vista – sta attraversando uno dei suoi momenti più bui.

(Photo by Olivier Douliery/ Abaca)