Lara Comi stalker
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Lo stalker di Lara Comi è tornato

Lo stalker di Lara Comi è tornato a perseguitare l’europarlamentare. Non se ne è mai andato. Ha solo smesso qualche giorno poi è tornato a inondarla di messaggi.

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Il racconto di Comi oggi è sul Corriere della Sera.

E quindi come se ne esce?
«Non lo so. Finora credevo che la soluzione fosse nel carcere ma uno così non può stare in carcere a vita. Di solito
dopo la prigione, i giudici, i divieti, la Digos, queste persone si danno una regolata. E invece… Io ci penso e ci ripenso
e non so proprio che pesci pigliare, mi creda».
È tornato a perseguitarla?
«Tornato? Non se n’è mai andato, al massimo ha smesso per pochi giorni. Ieri mi presento in udienza nel processo
contro di lui a Busto Arsizio e che scopro? Che è da giorni agli arresti domiciliari.
C’è finito dopo la mia ultima denuncia — e forse siamo alla ventesima — con la quale segnalavo che ha ripreso a inondarmi di messaggi via Facebook e Messenger da un profilo che ha creato con un nome falso».
Quale nome?
«Tale Andrea Corsini».
E come fa a dire che è proprio lui?
«Perché mi tagga a ogni messaggio, mi scrive in modo diretto, e poi ha pubblicato la fotografia con le fedi del nostro
matrimonio, come dice lui. Sulla ricevuta del gioielliere, che ha allegato, c’era il suo vero nome».

Gioielliere? Matrimonio?
«Ha capito bene. Mi manda le fotografie di donne incinte per chiedermi di fare un bambino. Pubblica madonne, chiese, fiori, fedi nuziali».

(in copertina foto ANSA/MOURAD BALTI TOUATI)