Afrin
|

Anna Campbell: chi è la ragazza inglese morta per Afrin

Anna Campbell, 26enne inglese dell’East Sussex, è morta il 15 marzo scorso negli scontri tra le milizie curde dell’Ypj (il reparto femminile del più ampio gruppo dell’Ypg) e l’esercito turco per la città di Afrin, enclave curda nel nord della Siria.

LEGGI ANCHE > In Siria è morta Ayse Deniz Karacagil, la «Cappuccio Rosso» raccontata da Zerocalcare in Kobane Calling

A tracciare un profilo della ragazza è stato il padre Dirk, che si è detto orgoglioso di lei: “Voleva creare un mondo migliore e avrebbe fatto qualsiasi cosa per ottenerlo. Le ho detto che stava mettendo la sua vita in pericolo ma sapeva benissimo quello che stava facendo. Sento che avrei dovuto fare di più per persuaderla a tornare indietro ma era davvero determinata“.

Campbell aveva già combattuto in Siria per le miliezie curde nella battaglia di Deir ez-Zor. Allora, i nemici erano i miliziani dell’Isis. Una volta conclusa l’operazione, Anna ha insistito per raggiungere le forze impegnate nella difesa di Afrin. Sconsigliata per via dei suoi capelli biondi che l’avrebbero resa un bersaglio mobile, se li è tinti di nero e si è recata in prima fila per tentare di respingere l’armata turca che stava assediando l’enclave curda, caduta nelle mani di Ankara domenica 18 marzo.

Cosa succede ora?

L’esercito turco ha concluso la prima parte dell’operazione “Ramo d’ulivo”, iniziata il 20 gennaio 2018. Nonostante alcune difficoltà, l’esercito turco è prima riuscito a circondare Afrin e poi a conquistarla, lasciando dietro di sè almeno 250mila persone in fuga. Ora la Turchia, spinta da questo successo, potrebbe marciare a ovest verso le città di Manbij e Kobane, quest’ultima già protagonista di una strenua resistenza all’Isis. L’obiettivo è annullare il peso politico delle milizie Ypg, paragonate al Pkk operante proprio in Turchia e considerato da Ankara un gruppo terroristico.

Da canto loro, i curdi hanno promesso che non abbandoneranno il campo di battaglia continuando la resistenza armata.

(Foto credits: Twitter)

TAG: Curdi, Turchia